Papa Francesco: “l’ inequità è la radice di tutti i mali”

E citando Papa Giovanni Paolo II, “c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare”

Papa_FrancescoDurante il videomessaggio per “l’EXPO delle idee” Papa Francesco, rifacendosi al discorso tenuto al suo incontro alla FAO lancia un forte appello alle istituzioni in cui chiede di agire sulle cause dell’inequità economica.
Il Papa afferma che nonostante il moltiplicarsi delle organizzazioni e degli interventi della comunità internazionale sulla nutrizione, viviamo ancora in quello che il Papa Giovanni Paolo II definì “il paradosso dell’abbondanza”, infatti , “c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare“, mentre lo spreco e lo scarto sono sempre sotto i nostri occhi. L’inequità è la radice di tutti i mali.
Il pontefice continua il suo discorso dicendo che la politica economica basato sull’ inequità e l’esclusione uccide, ed è inconcepibile come la notizia del ribasso di due punti in borsa sia più importante di quella di un anziano senzatetto che muore per assideramento. Ritrova nella dignità della persona umana e nel bene comune i pilastri di una politica economica sana, anche se questi cardini nella realtà vengono visti come delle appendici per completare una politica economica di basso livello in cui non ci sono dei veri e propri traguardi da raggiungere per uno sviluppo integrale. “Da dove deve partire una sana politica economica? Su cosa si impegna un politico autentico? Quali i pilastri di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica? La risposta è precisa: la dignità della persona umana e il bene comune. Purtroppo, però, questi due pilastri, che dovrebbero strutturare la politica economica, spesso sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale. Per favore, siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita”.
Infine il suo discorso si conclude con un invito ad essere custodi e non padroni della terra. “La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi. L’atteggiamento della custodia – ricorda Francesco – non è un impegno esclusivo dei cristiani, riguarda tutti”

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