Senzatetto si addormenta nel cassonetto dei rifiuti, muore nell’autocompattatore

Si tratterebbe di un uomo di origini ucraine che mangiava alla mensa della parrocchia del Buon Cammino

autocompattatoreNapoli, 8 febbraio – Risale ad ieri il ritrovamento di un cadavere nei rifiuti da trattare nell’area Asi di Caivano (Napoli). La vittima sarebbe un incensurato di 46 anni, a quanto riscontrato dalla fotocopia del passaporto ritrovata addosso all’uomo. Il corpo presentava molte lesioni ed una ferita alla fronte provocati forse dall’autocompattatore che lo ha caricato, sicuramente è stato trasferito da uno dei dieci autocompattatori che hanno portato i rifiuti negli ultimi tre giorni, quindi la morte risale a qualche giorno fa.

Si tratterebbe di Ihor Peteyuk, un senzatetto di origini ucraine che mangiava alla mensa della parrocchia del Buon Cammino. La prima ipotesi investigativa è che l’uomo si sia addormentato in un cassonetto per ripararsi dal freddo, complice l’alcol. L’autopsia – attesa per le prossime ore – potrà fare luce sugli ultimi dubbi e chiarire le cause della morte dell’uomo.

A prescindere da quale sia la dinamica della morte del povero Ihor, questa tragica morte è probabilmente causata dalla marginalità in cui si trovava quest’uomo. Sono 215 i senza fissa dimora, morti per strada a Napoli e dintorni negli ultimi 16 anni.

Nel 1751 Carlo III di Borbone progettava il Real Albergo dei Poveri con una capienza prevista di 8000 persone mentre oggi non abbiamo una rete di protezione solida nonostante le nostre maggiori possibilità. In un periodo di crisi in cui i servizi minimi sono in pericolo, l’assistenza è di certo fondamentale per garantire una vita dignitosa a chi è più fragile.

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