“Sesso e psiche”, per gli scienziati un vero toccasana. E se lo dicono loro…

Via la tristezza, lo stress ed il mal di testa: ad incastrare tante mogli e fidanzate reticenti ci sarebbe uno studio tedesco

sesso-migliora-la-vitaCon San Valentino ormai alle porte il Time si interroga sul complesso rapporto corpo-mente, in particolare tra le lenzuola. Che effetto ha il sesso sul nostro cervello? Quali sono le ripercussioni sul nostro organismo? E quali i benefici? Domande che il giornale americano ha rivolto ad alcuni tra i più illustri psicologi e psichiatri americani.

Uno di loro, Barry R. Komisaruk, professore di psicologia alla Rutgers University del New Jersey, parla del sesso come un “mistero” ancora da svelare per la scienza e dice: “Capire come l’attività sessuale agisca a livello neurologico può aiutare e far luce anche su altri aspetti della salute. Ma portare avanti questo genere di studi non è la cosa più semplice, quindi la ricerca in questo campo è ancora in fase di sviluppo”. Chi crede ancora, quindi, che il sesso sia soltanto “un’attività fisica” si sbaglia di grosso.

Le ricerche scientifiche hanno posto un audace paragone tra il sesso e la droga. A quanto pare la sensazione di piacere generata dall’attività sessuale sarebbe dovuta in gran parte alla produzione della dopamina. Un neurotrasmettitore rilasciato da diverse aree del nostro cervello che coinvolge i centri neuronali del piacere ed è alla base della dipendenza da alcune sostanze stupefacenti, come la cocaina e l’anfetamina. Il docente di psichiatria della David Geffen School of medicine di Los Angeles Timothy Fong ci tiene, però, a precisare che: “Le due cose coinvolgono le stesse regioni celebrali, così come aree differenti, ma assumere cocaina e fare sesso non dà esattamente la stessa sensazione”. E non provoca neanche gli stessi danni, dovremmo aggiungere.

Un altro incredibile effetto dell’elisir di dopamina è quello di essere un antidepressivo 100% naturale. Quindi fare sesso sarebbe un valido modo per combattere la depressione e l’abbattimento. Uno studio scientifico su 300 donne volontarie dell’Università di Albany in America ha aggiunto altri particolari alla questione. In generale, è stato riscontrato che chi tra le volontarie non usava il preservativo durante i rapporti sessuali avvertiva meno sintomi depressivi delle altre. La causa, ancora non accertata, sembrano essere delle sostanze contenute nel liquido seminale come estrogeni e prostaglandine. A questo punto, però, gli scienziati si mettono in allerta ricordando, oltre la possibilità di metodi contraccettivi alternativi, che: “Ci sono altri modi per migliorare l’umore, ma nessun altro per evitare malattie sessualmente trasmesse”.

Continuando la carrellata degli innumerevoli benefici del sesso, gli studiosi dicono che l’attività sessuale è quasi meglio di un analgesico. La camera da letto, infatti, allevierebbe secondo le ricerche molti dolori, compreso il “famoso mal di testa” utilizzato dalle donne come scusa. E ad incastrare tante mogli e fidanzate reticenti ci sarebbe uno studio tedesco secondo il quale il 60% dei partecipanti che soffriva di emicrania e il 30% di cefalea a grappolo era in parte o del tutto guarito. Beverly Whipple, professore alla Rutgers University, ha approfondito l’interessante ricerca individuando nell’ossitocina l’ormone miracoloso.

Niente stress, mal di testa, depressione, ansia, sembra che fare sesso sia una cura un po’ per tutto, e senza contrindicazioni. O almeno, quasi. L’amnesia globale transitoria non è altro che una perdita di memoria che dura un breve tempo e colpisce all’improvviso. In particolare dopo un forte shock, quale per esempio un tuffo in acqua bollente o ghiacciata, un forte dolore, o un rapporto sessuale molto travolgente. Si finisce per dimenticare completamente cose successe un attimo prima e anche i nuovi ricordi. C’è da ammettere che la percentuale di chi ha riscontrato questa patologia dopo l’attività sessuale è molto bassa, si parla di 7 casi su 100mila, e che gli effetti dell’amnesia non sono permanenti.

A smentire quanto detto concorrerebbe uno studio sui roditori di laboratorio del 2010. I ratti, infatti, a cui è stato permesso praticare un’attività sessuale assidua e costante hanno visto schizzare il loro livello di neuroni nell’ippocampo. E quindi sembrerebbe che almeno per i topi il sesso migliori la memoria. Studi di questo tipo, invece, sugli uomini non stati ancora effettuati.

L’ultimo effetto negativo dell’attività amorosa, questa volta accertato, sarebbe il sonno. I ricercatori parlano di un “effetto-torpore” legato all’emissione dell’ossitocina e della serotonina. E in più c’è da aggiungere anche l’effetto che negli uomini, più che nelle donne, il raggiungimento dell’orgasmo ha sulla corteccia prefrontale. Niente, però, che un piccolo sonnellino non possa curare.

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