Terra dei Fuochi, sonora bocciatura da Legambiente: “dati epidemiologici preoccupanti”

Risanamento ambientale ancora “fermo al palo a 17 anni all’inserimento nel programma nazionale di bonifica”

Terra dei Fuochi10 febbraio – “Troppi ritardi accumulati, progetti di bonifica assenti, mancato risanamento delle falde e dati epidemiologici preoccupanti”. Questa la preoccupante fotografia scattata alla Terra dei Fuochi dal nuovo dossier Legambiente dal titolo “Terra dei Fuochi: a che punto siamo”. Necessaria di conseguenza “un’accelerazione delle attività previste. Urgente l’approvazione del ddl sugli ecoreati attualmente al Senato”.

Intanto, dei 51 siti definiti tra i più pericolosi e quindi maggiormente degni di attenzioni urgenti in ben 7 comuni non sono ancora stati resi noti i risultati delle indagini, nonostante questo sarebbe dovuto avvenire entro il 9 giugno dello scorso anno.

Nei 1.335 siti evidenziati come potenzialmente inquinati non sono ancora state condotte le dovute analisi, da qui la sonora bocciatura di Legambiente. “Abbiamo assistito a una strisciante operazione di sottovalutazione del problema – sottolinea Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente – che ha rallentato pesantemente tutto il processo di risanamento. Serve uno sforzo straordinario che fino ad non c’è stato”.

Oltre 2 mila i siti inquinati individuati eppure solo per lo 0,2% sono state avviate operazioni di bonifica, solo il 21,5% è stato sottoposto ad analisi mentre per il 74% non è stata ancora svolta alcun tipo di attività. Intanto, una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) conferma la drammatica situazione sanitaria, con un vero e proprio picco di mortalità ed ospedalizzazione per patologie tumorali tra la popolazione residente in 55 comuni della Terra dei Fuochi. Legambiente denuncia così che ancora una volta il risanamento ambientale è “fermo al palo a 17 anni dall’inserimento nel programma nazionale di bonifica”.

FOTO: tratta da ansa.it

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