Da forza Renzi a forza Salvini, Forza Italia si spacca in due. In attesa della festa di liberazione dell’8 marzo

Intanto il comandante azzoppato suona la carica ai suoi: “Dal 9 Marzo sarò in campo anch’io, sono sicuro che sarete tutti in campo con me”

fitto_berlusconiRoma, 12 febbraio – Una linea berlusconiana ed una fittiana. Una moderata e centrista ed una oltranzista e “salvinizzata”. L’arena della divisione è andata in scena nelle ore pomeridiane di ieri, quando all’incontro dei parlamentari con il leader di Forza Italia, gli uomini che fanno riferimento all’ex governatore pugliese erano totalmente assenti. Con una presenza esigua e “non attiva”, invece, i referenti e “amici” di Denis Verdini, a testimoniare che la fronda e il caos in Forza Italia regna, per ora, sovrano. Il prima e il dopo l’ex cavaliere l’ha descritto come la necessità di prendere atto che Matteo Renzi ha tradito gli accordi e stracciato il Patto del Nazareno.

Conseguentemente, Forza Italia, deve prendere atto che ora ha un diverso ruolo da svolgere nel Paese per il bene comune e per gli elettori moderati e di destra. Quindi, vanno ripensate in questa chiave le linee ed i comportamenti politici.
Certo ora – come ieri alla Camera ad esempio – siamo in balia di schizofrenie che mostrano di non fare bella figura quando Forza Italia, sui provvedimenti del dibattito in corso (legge elettorale e modifiche costituzionali) nella stessa votazione alcuni parlamentari sostengono le richieste e proposte del governo e della maggioranza e altri negano questo sostegno. Certo ora la “carica di Salvini” va frenata o salta anche l’accordo con la Lega.

Dice Berlusconi “Salvini deve rispettare gli accordi. Gli abbiamo già dato il Veneto e l’Emilia Romagna. Su Liguria e Toscana non cediamo”. Il partito è ribollente di rabbia e di parlamentari che chiedono di non morire leghisti. Fi è attesa al suo destino in primavera quando sette regioni andranno al voto. La generosità che Berlusconi vuol dimostrare a Salvini è semplice: in Veneto vi diamo una mano. Ma sotto l’ombra del Vesuvio la ritrovata alleanza deve avere il segno di Forza Italia. La differenza tra accogliere o no questa proposta, non risiede solo nella possibilità di vittoria alle regionali in Campania, ma anche – e soprattutto in questo frangente politico – nel dimostrare che la Lega ha rispetto e adotta pari dignità nei rapporti con Forza Italia.

Per questo intima a Salvini “E soprattutto pretendiamo che i patti vengano rispettati e che tutti ritirino i propri candidati non condivisi, soprattutto da Regioni dove già c’era un accordo. Sono convinto che su queste basi di pari dignità e di obiettivi condivisi, potremo presto tornare a guidare questo Paese per il bene di tutti.”. La stoccata, poi, all’interno del partito la dà con la sottolineatura della data “fatidica”, quella della fine-pena: “Dal 9 Marzo sarò in campo anch’io, sono sicuro che sarete tutti in campo con me.”.

E’ chiaro il riferimento a chi non volesse essere col capo! Proprio a Raffaele Fitto il leader di Forza Italia ha rivolto un ultimatum: “Deve decidere entro 15 giorni se rimanere in Forza Italia e lavorare per il partito o se andarsene via” intima Berlusconi che aggiunge: “Se se ne va e fa un suo partito è all’1,3% mentre Ncd è all’1,6%”. Dalle proprie pagine web, risponde l’altra parte di Forza Italia, o di quel che sarà “se”: “Te lo dico con amarezza, stai ancora una volta sbagliando tutto”, afferma Fitto che aggiunge: “Vuoi cacciarci perché facciamo opposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto? Perché troviamo surreale il passaggio in due giorni da ‘forza Renzi’ a ‘forza Salvini’?”.

Prosegue durissimo: “Tutti gli organi del partito sono oggi privi di legittimazione e si trovano in una condizione extrastatutaria” e annuncia che andrà avanti con l’iniziativa dei “Ricostruttori”, a partire dalla manifestazione nazionale del 21 febbraio. Infine replica ai sondaggi diffusi da Berlusconi su di lui: “Anzichè giocare con pseudosondaggi su di me, occupiamoci piuttosto dei risultati elettorali di FI, prima che sia troppo tardi”.

Lascia un commento