Bagnoli è stanca di attendere un Futuro che non è mai presente, la politica non può continuare a segnare il passo

Manifestazione dei comitati studenteschi, disoccupati e precari per le vie di Bagnoli ed assemblea conclusiva a Città della Scienza

Manifestazione BagnoliNapoli, 14 febbraio – Ancora una volta loro, ad occupare la piazza, a pretendere di essere ascoltati, ad urlare slogan. Li hanno definiti in tutti i modi denigratori possibili ed immaginabili. Teppistelli, guerrafondai, “violenti ben noti; che godono di una incomprensibile impunità e agibilità”, comunisti un po’ nostalgici, gente da emarginare, da non ascoltare. Ed invece sono giovani, studenti, disoccupati, precari, ambientalisti quelli che ancora una volta hanno manifestato per le vie di Bagnoli per urlare la propria rabbia verso un potere che non gestisce le emergenze ma che abbandona. Slogan contro una gestione scellerata di un territorio che da 20 anni chiede un rilancio a partire dalla riqualificazione ambientale, alla ricostruzione di un tessuto imprenditoriale che dia lavoro e futuro.

I soliti slogan, direte voi.

Ma Bagnoli oggi è come ieri, terra di nessuno, abbandonata al degrado e senza futuro, da saccheggiare. E per fortuna che ci sono loro, i giovani, gli studenti, i disoccupati, i precari e gli ambientalisti che non si arrendono all’evidenza delle cose. Quelli che non si stancano di urlare la loro rabbia verso un governo del territorio fallimentare ed un governo del Paese che per ora a Bagnoli è venuto solo a costruire slogan e a fare promesse mai mantenute.

Partiamo dalla più gettonata sotto il profilo del marketing e della comunicazione: “Se riparte Bagnoli riparte il Sud”. Ed ancora, il Premier aveva promesso di venire in città ogni tre mesi per verificare lo stato di avanzamento dei lavori e dei programmi di spesa dei fondi europei. I ragazzi, gli studenti, i disoccupati, i precari non dimenticano e dopo l’attesa disattesa del Premier Renzi, il 7 novembre, culminata con gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Città della Scienza per un incontro saltato per problemi di ordine pubblico, oggi come a voler celebrare un anniversario, i manifestanti hanno ricordato l’impegno preso dal governo, a modo loro. Per fortuna in maniera del tutto pacifica, questa volta.

In questa occasione Città della Scienza ha aperto loro le porte, a quegli stessi ragazzi definiti in un comunicato stampa proprio di Città della Scienza “violenti ben noti; che godono di una incomprensibile impunità e agibilità”. Quei ragazzi che – come avevamo riportato nelle pagine del nostro giornale – avevano l’autorizzazione ad entrare a Città della Scienza e che poi erano stati fermati da un cordone della polizia in assetto antisommossa. “Giusto per capirci – l’ingresso a Città della Scienza (per fare una semplice assemblea) era concordato con la Digos” aveva commentato Eddy Sorge, del Laboratorio Politico Iskra, uno dei gruppi promotori della manifestazione del 7 novembre 2014 e quella di oggi 14 febbraio.

Lo stesso quotidiano il Mattino aveva pubblicato, all’indomani della manifestazione del 7 novembre scorso, una dichiarazione del Vice Questore di Napoli Filippo Bonfiglio che affermava: “Chiedevano [gli organizzatori della manifestazione] di tenere un’assemblea dentro gli spazi di Città della Scienza. Un’ipotesi che abbiamo sottoposto alla direzione. Il rifiuto ha provocato il primo impatto con i manifestanti”. La stessa Fondazione Idis – Città della Scienza aveva così commentato “Per verità dei fatti, un funzionario delle forze dell’ordine ha chiesto alla Direzione che una delegazione di 15/20 persone, scortata dalla polizia, potesse entrare negli spazi di Città della Scienza ed incontrare la direzione. Tale proposta è stata accettata“. Ma ai manifestanti fu impedito l’accesso con un cordone di polizia. Da qui scintille, provocazioni e violenze come epilogo. Da allora un balletto di responsabilità che ha visto pagare solo gli esecutori materiali delle violenze e non chi “ha letteralmente mandato al manicomio i manifestanti, diciamo noi”. Lo ribadiamo, la violenza è sempre da condannare. Ma nella vicenda intravedevamo una palese, definiamola eufemisticamente, disorganizzazione di chi era preposto all’ordine pubblico (Digos) e a chi offre un servizio al pubblico (CdS) che non può essere mantenuto solo con la repressione.

Oggi Città della Scienza apre le porte proprio a quei manifestanti che, con una caricatura del Premier Renzi, assente al tavolo di Bagnoli, firmano un accordo per il rilancio e la riqualificazione del territorio. Hanno idee e proposte, vogliono esprimersi e farsi ascoltare. Hanno il volto dei vostri figli. E allora facciamoli parlare. Noi lo facciamo con le nostre riprese video ed esortiamo la politica a fare il proprio lavoro, evitando qualunquismi ed ulteriori lassismi. Occorre dare risposte concrete e non semplicemente etichettare questi cittadini in maniera semplicistica per sbarazzarsi del problema. E’ nell’ascolto delle parti che si costruisce la Buona Politica. Loro, i ragazzi fanno delle proposte. Alla politica il dovere di dare delle risposte.

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