Landini all’attacco del governo, Renzi replica: “Ha perso con la Fiom ed ora prova con la politica”

Landini: “Renzi dice di essere il nuovo, ma non siamo di fronte alle idee geniali di un giovane rampante. Si tratta, invece, delle direttive impartite dalla Bce con la famosa lettera del 2011 e che il governo sta applicando fedelmente”

maurizio-landiniMaurizio Landini, si propone non come capo, ma come riferimento di una coalizione sociale e politica in difesa di lavoratori e precari, contro le politiche di Renzi. Questo 22 febbraio è un giorno che resterà nella storia del nostro Paese. La ragione risiede nel fatto che una presa di coscienza diffusa, una nuova socialità collettiva, possono coalizzarsi e mostrare la propria forza. La propria capacità unitaria ed unificante. Mettere in primo piano il profilo di battaglie sociali e politiche ricondotte non ad un partito unico, ma ad una forte, sicura coalizione della sinistra d’Italia. Infatti, la dichiarazione pubblica di Maurizio Landini, leader della Fiom, di essere disponibile a guidare una rappresentanza sociale e politica contro il Governo Renzi, contro le politiche del governo Renzi, sono la novità storica.

Novità che in serata riceve una precisazione dello stesso Landini: che conferma l’impegno per la coalizione sociale e politica e che non considera automatismo per l’impegno elettorale. Comunque, da oggi nulla sarà più come prima. Non lo sarà in ambito governativo. Non ci sarà più una vita istituzionale (in primo piano) dove alle scelte di governo e partito di maggioranza (PD), veniva opposto un timido e balbettante opporsi di minoranze parlamentari unite su nulla. Tanto meno le correnti minoritarie del PD hanno mai scalfito la corazzata Renzi.

D’ora in avanti, invece, l’opposizione sociale e politica a governo e Renzi, sarà una coalizione fatta di precari, di lavoratori, di sindacati, di partiti della sinistra e di quanti ragionando di fondamentali del Paese Italia, della crisi e dei diritti individuali e collettivi, sa dare la medesima risposta. Una risposta che è già proposta sociale e politica. E’ la proposta che Maurizio Landini stesso già da settembre ha messo in campo quando ha chiesto al Paese di non dare risposte scontate alla devastante azione del governo e di Renzi. A settembre, Landini chiese alla società e alla politica, al sindacato e ai singoli, ai giovani e ai pensionati, di mettere in campo una coalizione “contro” il governo e Renzi. Per costruire una alternativa di misure, di azioni e soprattutto per fare in modo che la crisi non si risolva con l’arricchimento di pochi e la spremitura delle vite di molti.

In questo arco di tempo, le risposte sono venute. Dalla Cgil che ha messo in campo la possibilità di un referendum per rigettare il Jobs Act. Dalla sinistra politica che sempre più unitariamente, comunisti, Sel, associazionismo, minoranze PD, promuovono confronti e marciano insieme nelle piazze invocando una forte unità contro il governo e le sue politiche. Contro i piani confindustriali e contro le prescrizioni a senso unico della BCE. Di tutto questo Maurizio Landini ha parlato in una intervista al Fatto Quotidiano. Rilevante e indicativo della non volontà salvifica del proprio ruolo, ma della disponibilità a mettersi a disposizione sono i passaggi in cui avvisa circa la gravità del momento.

Rispondendo ad un quesito afferma “Renzi dice di essere il nuovo, ma non siamo di fronte alle idee geniali di un giovane rampante. Si tratta, invece, delle direttive impartite dalla Bce con la famosa lettera del 2011 e che il governo sta applicando fedelmente. Bisogna aver chiaro quello che sta succedendo.” Continuando, poi, proprio sulla necessità che questa fase abbia una risposta politica, dice “Il problema è che la maggior parte del Paese, quella che per vivere deve lavorare, non è rappresentata. C’è un fatto nuovo nel rapporto tra politica e organizzazione sindacale.” Ed è qui che nega l’esigenza di un “nuovo partito”, ed indica invece la soluzione concreta della coalizione sociale: “Sì. È un tema che come Fiom abbiamo già posto a settembre nella nostra assemblea dei delegati. Il sindacato si deve porre il problema di una coalizione sociale più larga e aprirsi a una rappresentanza anche politica. Quando un Parlamento cancella lo Statuto dei lavoratori con un colpo di spugna a essere rappresentato è solo l’interesse di uno, del più forte.”

Del resto il giorno scelto, non è fatto a tavolino e programmato, ma perché inizia la nuova fase del governo Renzi, quello dell’attacco frontale ai diritti dei lavoratori, e sottolinea Landini “Siamo a uno scardinamento sostanziale. Lo Statuto non solo tutelava le singole persone ma riconosceva la contrattazione collettiva e quindi la mediazione sociale come uno dei pilastri delle relazioni sindacali. Oggi questa logica viene messa in discussione. Non a caso Confindustria rilancia chiedendo di realizzare quanto fatto alla Fiat, oggi Fca: cancellare il contratto nazionale. E infatti alla Fca il salario minimo è più basso di quello nazionale.”.

Appena saputo della intervista, il capo del governo, Matteo Renzi, ospite in Rai di Lucia Annunziata ha commentato “Ha perso con la Fiom ed ora prova con la politica”. Mira a togliere credibilità alla unità di coalizione sociale e politica proposta da Landini, per buttarla sul teatrino politico come l’ennesimo capo politico che si aggiunge. Le risposte, e soprattutto le conferme, di quanti socialmente e politicamente in questi mesi di battaglie contro il governo Renzi, e si sono già spesi per un nuovo inizio di totale cambiamento degli attuali assetti politici e sociali, sono attesi. Per valutare, alfine, se, senza fotocopiare i movimenti di Grecia e Spagna, si sia stati in grado però di assumerne i tratti salienti di alternatività nella lotta alla crisi. Cominciando col difendere gli ultimi e gli sfruttati. Sempre precisando che Maurizio Landini, per ora, non si dice riferimento della eventuale battaglia elettorale, ma sicuramente di quella sociale e politica contro questo governo.

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