Truffa al Sistema Sanitario nazionale, in carcere Sannino, ex sindaco di Casavatore

Sotto sequestro la società Fisiodomus srl. Nell’indagine emergono anche i nomi di due parlamentari

Salvatore SanninoNapoli, 25 febbraio – Falso, truffa aggravata, appropriazione indebita e corruzione; questi i reati contestati a 5 persone raggiunte da un ordinanza di custodia cautelare (3 in carcere e 2 ai domiciliari) emessa dal gip di Napoli nell’ambito di un’inchiesta, condotta dalla Procura partenopea, sulla gestione di un centro di riabilitazione e fisioterapico di Casavatore, comune a nord di Napoli.

In carcere è finito anche Salvatore Sannino, 47 anni, ex sindaco di Casavatore in carica fino allo scorso dicembre quando le dimissioni di 9 consiglieri condussero allo scioglimento del Consiglio. Dalle indagini coordinate dal procuratore Alfonso d’Avino e condotte dai pubblici ministeri Celeste Carrano, Giusy Loreto e Henry John Woodcock emerge che il politico, appartenente alle file del Pd, nel 2013 avrebbe pilotato una gara d’appalto in cambio di un viaggio considerato la contropartita di una licenza concessa al centro fisioterapico Fisiodomus attualmente sotto sequestro.

Le indagini della Procura di Napoli sono partite dalle irregolarità e dalle anomalie registrate nelle gestione del centro di riabilitazione Fisiodomus, la cui attività era cessata nel settembre del 2013, ed attualmente denominato Fisiocenter Neapolis . Gli inquirenti hanno scoperto un sistema diretto a commettere reati di falso e truffa aggravata al fine di ottenere l’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Il denaro pubblico dalle casse del centro di fisioterapia veniva poi girato sui conti correnti personali di Andrea e Giovanni De Vita e Raffaele Iovine coinvolti nell’inchiesta e a cui sono contestati i reati di appropriazione indebita aggravata.

Secondo l’accusa il centro di fisioterapia e riabilitazione Fisiodomus avrebbe emesso fatture e certificazioni false a due parlamentari per prestazioni mai effettuate. Si tratta del deputato Marco Pugliese e del senatore Antonio Milo che già nel 2013 finirono sotto inchiesta per essersi fatti rimborsare le fatture del Servizio sanitario integrativo per le competenze dei parlamentari. Nello specifico la Procura di Napoli contesta ai due parlamentari  un ingiusto profitto, rispettivamente di 3960 e 9160 euro, per prestazioni ritenute inesistenti.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state decisive le numerose intercettazioni grazie ad un cimice nascosta nello studio del commercialista Giovanni De Vita. Infatti, dai dialoghi tra gli inquisiti emergono i riferimenti  ai contatti che i promotori della truffa avevano con la pubblica amministrazione della Regione Campania. Si tratta di un articolata vicenda in cui ora si attende la versione dei diretti interessati.

FOTO: tratta da facebook.com

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