ISTAT: segnali di ripresa per l’Italia, spread in calo sotto i 100 punti

Lo spread è sotto i 100 punti e secondo l’ISTAT questo segnale di crescita potrebbe rappresentare la fine della recessione che dura da circa tre anni e mezzo

euroSpread sotto i 100 punti. Questo buon risultato è stato ottenuto grazie ad un mix di fattori tra cui la congiuntura internazionale e il nuovo intervento da parte della Banca Europea in aiuto delle esportazioni. Il premier Matteo Renzi twitta “Spread sotto quota, 100, 1000 ex precari assunti a Melfi col Jobs act, via segreto bancario non solo in Svizzera, dai che è #lavoltabuona”.

Il differenziale di rendimento tra, Bpt e Bund, che da tempo rappresenta un problema per il nostro paese sui mercati globali non demoralizza più l’Italia, segnale di ripresa. Molto importante anche la notizia che Bruxelles ha adottato una linea più flessibile e non ha più nel mirino il deficit italiano. Dopo il prossimo consiglio, cioè dopo il 9 marzo, la BCE, inizierà a comprare Btp per un ammontare di 147 miliardi di euro da qui fino alla fine del prossimo anno.

Il buon risultato ottenuto dall’Italia è una boccata d’ossigeno anche per i conti pubblici e gli investitori. A differenza del PIL del 2011-12-13-14 che sono risultati stazionari, chiaro segnale di svolta mancata. L’ISTAT si sbilancia affermando che “per il primo trimestre del 2015 è previsto il ritorno della crescita del PIL”, previsione che dovrebbe essere confermata alla metà del mese di marzo.

L’ISTAT segnala inoltre che il mercato del lavoro non mostra ancora chiari segnali di un’inversione di tendenza. Indice questo di una situazione di “stagnazione” dell’offerta di lavoro.

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