Elefanti in via di estinzione, il WWF punta il dito sul terrorismo: armi in cambio di zanne

Terrorismo e bracconaggio, l’allarme lanciato dal WWF. Nel giro di 50 anni gli elefanti potrebbero scomparire. La responsabilità della Cina e dell’Europa, tappe del mercato nero

bracconaggio elefanteLo chiamano “oro bianco” e in effetti è così se si pensa che soltanto 1 kg di avorio può valere anche 3.000 euro. E a guadagnarci sono Al-Qaeda e Boko Haram. Perché la nuova frontiera del bracconaggio è proprio il terrorismo. Ogni giorno sono circa 70 gli elefanti uccisi in tutto il mondo. Il WWF racconta gli orrori del “terrorismo ambientale” nel dossier “Natura Connection – Crimini contro la Natura in Italia e nel mondo”.

Negli ultimi decenni si è fatto avanti un nuovo esercito di bracconieri. Sono i terroristi somali di Al Shabaab, affiliati di Al-Qaeda, l’organizzazione jihadista Boko Haram in Nigeria, le milizie Janjaweed in Sudan e il Lord’s resistance army (Lra) in Uganda. Il terrorismo, infatti, ottiene “fino al 40% dei fondi necessari per la sua attività criminale”, come denuncia l’organizzazione Elephant action league, dall’uccisione degli elefanti e dal commercio delle loro zanne.

Soltanto nel 2011 sono state sequestrate 40 tonnellate di avorio in tutto il mondo, che corrispondono a circa 4 mila elefanti. Uno sterminio che coinvolge quasi tutta l’Africa senza distinzioni. In una sola notte nel sud del Ciad lo scorso marzo sono stati trucidati 89 elefanti. 650 in Camerun e 190 in Kenya gli esemplari vittime del bracconaggio tra il 2012 e il 2013. “Nel Bacino del Congo – denuncia il WWF – la popolazione degli elefanti di foresta si è ridotta del 76% in pochi anni” e in Tanzania il numero di pachidermi è precipitato da 70.000 a 13.000 solo dal 2007 ad oggi.

È proprio dal 2007, infatti, che il commercio illegale dell’avorio, “illegal wildlife trade”, ha raggiunto picchi incredibili. Un mercato nero che parte dall’Africa e attraversa tutto il mondo, nutrendosi della sofferenza dei poveri animali. Un business che frutta miliardi di dollari alle organizzazioni terroristiche, che finanziano in questo modo attentati, acquisti di armi ed esplosivi.

I bracconieri-terroristi sorprendono gli elefanti nella savana, li attirano con trappole e li sparano a sangue freddo con i Kalashnikov. Le prime vittime sono i più piccoli, i cuccioli, i più facili da ammazzare con pochi colpi e che attireranno così i pachidermi più anziani, pronti a soccorrerli. Finiti nel mirino dei bracconieri, gli elefanti più grandi non muoiono se non dopo numerosi colpi e atroci sofferenze. E la barbarie continua perché ai pachidermi viene tagliata la testa con i machete ed estratte le zanne, la fonte del prezioso e insanguinato “oro bianco”.

“Il mercato illegale di natura è un circolo vizioso che si alimenta grazie al valore sempre più alto delle specie che via via si estinguono. Alla base di tutto c’è sempre un atto criminale dei bracconieri e una domanda di prodotti illegali da parte di paesi e consumatori. E’ urgentissimo interrompere questo cerchio perverso perché la povertà e la corruzione che ne derivano stanno aggravando ulteriormente la situazione di paesi già in forte crisi.”, – ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia.

E la domanda del WWF è “Tu da che parte stai?”. Perché il bracconaggio, la barbara uccisione di migliaia di elefanti ed altre specie in via d’estinzione, come tigri, rinoceronti e coccodrilli, non è solo affare dell’Africa. Riguarda l’Oriente, essendo la Cina insieme alla Tailandia e alle Filippine il maggiore acquirente di avorio. E riguarda anche l’Europa perché è proprio da noi che passano i grandi traffici. “I cinesi”, ha detto Iain Douglas-Hamilton, fondatore di Save The Elephants, “hanno in mano il futuro degli elefanti perché se non cambieranno le loro abitudini riguardo all’avorio, molti paesi africani potrebbero veder presto scomparire questa specie”.

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