L’Europa dice Sì ai matrimoni gay, è un “diritto umano”. Il Pd si divide, la destra vota contro

L’approvazione dell’Ue crea scissioni a destra e a sinistra. Il cardinale Bagnasco conferma la sua totale chiusura, mentre risuonano le parole del Papa: “Dio ci ha reso liberi”

matrimonio-gayÈ un chiaro, forte e atteso “si” quello che arriva da Strasburgo. L’Europarlamento si schiera a favore delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, dichiarandole un diritto umano. Questione trattata al punto 162 del Rapporto annuale sui diritti umani, presentato dall’europarlamentare Pd Pier Antonio Panzeri. 390 i voti a favore, 151 i contro e 97 gli astenuti.

Nella seduta plenaria tenutasi dal 9 al 12 marzo è entrata in aula anche la spinosa questione dei matrimoni gay. Dei 28 Paesi Ue sono 17, per ultimo la Slovenia, quelli che posseggono legislazioni in merito. L’Italia compare invece nella lista dei paesi ancora contrari alle unioni civili.

Ora a porsi come arbitro scende in campo l’Europa che, come si evince dalla relazione, prende atto “della legalizzazione del matrimonio e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di paesi nel mondo”. E pertanto “incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Ue a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili”.

Il relatore Pier Antonio Panzeri, fiero del successo, parla di “un rapporto di 80 pagine che manda due messaggi fondamentali di natura politica: i diritti non possono essere considerati un lusso, quindi l’invito espresso è passare dalle parole ai fatti”. Sui fatti vuole porre l’accento anche Flavio Romani, presidente dell’Arcigay, che sottolinea come nel documento si parli di un “incoraggiamento” e non di un obbligo per gli Stati membri.

Grande entusiasmo anche dal co-presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento europeo Daniele Viotti. L’Europa, dice, “ha fatto importanti passi in avanti sul fronte dei diritti LGBTI e la parità di genere”. E Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, affida la sua opinione a un tweet dicendo: “Per il Parlamento Europeo, con il voto di oggi, le unioni civili e le nozze gay fanno parte dei diritti umani e civili delle persone. Molto bene. Ora però, prima dell’inizio del Consiglio dei Ministri, qualcuno informi Renzi & Alfano”.

Proprio l’ala del Partito Democratico è quella risultata maggiormente spaccata dalle votazioni. Tra gli astenuti compaiono i nomi di Patrizia Toia, capodelegazione del partito, di Caterina Chinnici e di Silvia Costa. “Ho approvato l’intera relazione che è un ottimo testo. Mi sono astenuta sul punto delle unioni civili, una formulazione troppo squilibrata sulla parità tra unioni civili e matrimonio”, ha motivato la sua scelta Patrizia Toia.

Contrario in toto, invece, al rapporto è stato Luigi Morgano, per il quale “ancora una volta, ideologicamente, si è voluto utilizzare relazioni annuali per forzare i Trattati”. Concorde con lui anche un altro eurodeputato Pd, Damiano Zoffoli che ha espresso il suo no assoluto.

Una situazione al contrario è quella che si è verificata nel centrodestra. In maggioranza, infatti, lo schieramento ha votato contro la relazione e un’eccezione sono stati i voti favorevoli di Giovanni La Via di Ncd e Herbert Dorfmann del Svp.

Nell’acceso dibattito, che si è scatenato dopo l’approvazione dell’Europarlamento e che non ha risparmiato divisioni a destra e a sinistra, si inserisce anche la Chiesa. O meglio, è il cardinale Bagnasco, da sempre schierato contro i matrimoni gay, a prendere la parola. In un convegno del 2013 sulla famiglia commentò l’approvazione francese dei matrimoni omosessuali, dicendo: “Siamo vicini al baratro. L’Italia non deve prendere esempio da queste situazioni che hanno esiti estremamente pericolosi”.

Parole dure che ritornano anche adesso alla notizia del via libera dell’Ue. Il timore dell’arcivescovo di Genova è che le unioni civili siano solo un primo passo che possa portare poi alle adozioni gay. Sembra quasi che il cardinale fosse un po’ distratto quando Papa Francesco disse: Se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, non sono nessuno per giudicarlo. Dio ci ha reso liberi”.

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