VESPA (PD): “un’esortazione a mettere a sistema uomini, idee, competenze, progetti ed imprese”.

Bagnoli 16 aprile 2012. Apertura dei lavori del Convegno: “Quale Sviluppo per l’area Ovest di Napoli? Il ruolo delle Istituzioni e delle imprese pubbliche e private per il rilancio della città”, di Pasquale Vespa, Segretario del Circolo PD di Bagnoli.

E’ con vero piacere che do il benvenuto a voi: cittadini, amici, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni che avete accolto il mio invito a prender parte a questa occasione di confronto sul cosa fare per rilanciare i nostri territori.

La presenza di tutti voi sottolinea ancor più quanto sia sentita l’esigenza di affrontare il tema dello sviluppo, visto lo stato di profonda crisi, che qualcuno non esita a definirla paralisi, in cui stagna il paese e la nostra città.

E’ innegabile che dopo anni di dibattiti, discussioni, dichiarazioni di impegno e programmi di sviluppo i risultati auspicati sono di la da venire. Non abbiamo visto concretizzarsi, non dico una completa soluzione dei singoli problemi che attanagliano la nostra città e soffocano uno sviluppo possibile, ma neppure siamo stati capaci di formalizzare un approccio, una metodologia chiara e condivisa di gestione del territorio. Il segno tangibile lo abbiamo vicino a noi e si sintetizza in un’area, quella dell’ex Italsider che da anni attende che la riqualificazione e la bonifica, venga ultimata. Un’area che da anni vede appiccicarsi l’etichetta di Futuro che però non si concretizza mai.

Bagnoli in Europa è la più grande ex area industriale da riconvertire. Ma è da troppo tempo al centro del dibattito urbanistico: abbiamo bisogno di risposte. Le popolazioni residenti attendono da anni un risarcimento doveroso per lo scempio ambientale, la perdita del posto di lavoro e, quando c’era, per le condizioni di sicurezza sul lavoro totalmente inesistenti.

E’ recente la sentenza di primo grado con la quale si è chiuso il processo Eternit. Ma non per tutti i familiari delle 2.191 persone uccise dalle fibre killer, in Italia, vi è stata giustizia piena. Si vero, si tratta di una sentenza storica, i due imputati, il miliardario svizzero e il barone belga, i managers Eternit, sono stati ritenuti colpevoli di disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche, ma per le vittime di Bagnoli, come tutti sappiamo, il caso è stato prescritto. Si ricorrerà in appello. Ma occorre mantenere viva l’attenzione sulla vicenda.

Fino ad oggi si è fatto esclusivamente un puro esercizio di pensiero e di parole, perché poco o nulla di concreto è stato fatto finora, o meglio,  questa è la percezione.

Eppure le risorse ci sono, le condizioni oggi, sebbene ci troviamo in una situazione di profonda crisi e di tagli di bilancio, esistono. Le occasioni per ridare smalto alla città pure: l’EXPO Spazio 2012, il World Urban Forum con delegazioni provenienti da 150 paesi del mondo e un afflusso stimato di circa 10 mila visitatori, ospitato alla Mostra d’Oltremare e il grande evento fin troppo bistrattato, per il quale le speranze accese erano tante e del quale però nulla di preciso e definito ad oggi è dato sapere, il Forum delle Culture 2013. Ed ancora l’America’s Cup 2013 senza considerare il flop dell’evento programmato a Bagnoli. Non è mia intenzione addossare colpe e responsabilità per quello che non è stato, di certo, si sono sempre create grandi aspettative e di conseguenza stratosferiche delusioni per uno sviluppo sino ad oggi sempre annunciato ma mai concretizzato.

Mostra d’Oltremare, Terme di Agnano, l’Ippodromo, Città della Scienza con i suoi incubatori di impresa e fucina di idee, di sapere, di conoscenza e di divulgazione scientifica; la linea di costa dal profilo paesistico di eccellenza ma dall’aspetto ambientale in una condizione di vera emergenza; l’area dell’ex Italsider con i suoi spazi e le grandi potenzialità; il Politecnico, l’Istituto Motori e l’Area ex Nato, ma soprattutto gli uomini e le professionalità presenti, sono la nostra arma vincente per dare una risposta concreta a chi ormai di speranza non ne vuole più sapere.

Qual è il motivo per il quale siamo qui, quale spirito mi ha mosso nell’invitarvi oggi?

Per una riflessione comune. I progetti sappiamo tutti, passano per le fasi di analisi del problema, sintesi e progettazione, di tempi e modi, di feedback, per farla breve di pianificazione e controllo. Ma le azioni volte al miglioramento della qualità della vita di un territorio e dei suoi abitanti, non possono non passare per una pianificazione condivisa ed un controllo sociale. Ecco perché le imprese e le istituzioni non solo devono farsi interpreti delle esigenze diffuse ma devono relazionarsi con gli interlocutori principali: i cittadini.

E’ questo il senso di questo convegno: siamo qui non solo perché chiediamo conto ma rivendichiamo con ostinazione il diritto ad esercitare il nostro ruolo di politica attiva, il ruolo di essere interlocutori di pari livello con imprese ed istituzioni. Non è più tempo di compartimenti stagno; non è più tempo di eludere il confronto per programmi di sviluppo avviati e che si intendono avviare; non è più tempo di negare alla città il “dare conto” dei risultati delle azioni intraprese. Si parla tanto di bilancio sociale, ma non voglio entrare in tecnicismi. Più direttamente voglio esortarvi a curare tre punti essenziali:

Il primo) Chiarire alla cittadinanza i risultati raggiunti sin ora.

Il secondo) Fornite un quadro chiaro sugli obiettivi per i quali state lavorando.

Il terzo) E’ un’esortazione a mettere a sistema uomini, idee, competenze, progetti ed imprese.

Voi ben sapete quanto sia necessario fare ciò.

Ma non posso non sottolineare che rendere espliciti gli obiettivi e i risultati delle azioni, chiarire se questi obiettivi siano stati raggiunti, comunicare se invece sono necessarie delle correzioni è l’unico metodo possibile di misurare la validità e la correttezza dell’azione intrapresa.

Vedete, coinvolgere in questo modo le persone sulle quali le vostre azioni avranno effetto nella loro vita di tutti i giorni non solo consente un vero monitoraggio della vostra attività ma soprattutto è il modo per superare la percezione diffusa tra i cittadini di uno stato di immobilismo. E’ forte l’esigenza di capire se e in che modo le vostre azioni siano di risposta, a breve e a lungo termine, per quei bisogni per troppo tempo inascoltati; vogliamo conoscere la vostra agenda di lavoro, dobbiamo sapere in che modo intendete procedere singolarmente ed in sinergia tra voi, e soprattutto in che tempi.

Presidente Silvestrini, Presidente De Nigris, Presidente Morra, professor Raffa, assessore Esposito, assessore De Falco, siete qui per avviare, è il mio auspicio, un discorso condiviso che si faccia interprete delle profonde e drammatiche istanze di sviluppo che ormai si identificano in un vero e proprio grido di giustizia sociale.

Iniziamo un nuovo corso che ci permetta di superare il classico, arido e improduttivo rapporto tra rappresentanti e rappresentati, tra istituzioni sociali e politiche e cittadini che a nulla ha portato fin ora se non ad un drammatico impoverimento della vita di noi tutti. Faccio dunque un invito, una esortazione ed una domanda ai nostri relatori: in che modo e soprattutto in che tempi pensate di sposare insieme a noi un nuovo corso. Questa è una occasione per le istituzioni ed i partiti di mettersi in gioco con piglio nuovo e superare l’autoreferenzialità che in questi anni ha portato solo ad una forte crisi di identità e di rappresentatività.

Vi esorto ad avviare uno scambio proficuo ed aperto con il territorio per una politica di partecipazione per la promozione degli interessi comuni e vi esorto a fare presto. 

2 thoughts on “VESPA (PD): “un’esortazione a mettere a sistema uomini, idee, competenze, progetti ed imprese”.

  1. C’è effettivamente voglia di cambiamento in positivo. Si respira. Perchè più giù non si può. E mi ha fatto immensamente piacere l’incontro congiunto di PD e IdV al convegno…perchè uniti è meglio. Superare le piccole differenze per avere intenti comuni dà più forza. E tu, Pasquale ci hai provato…e ci sei riuscito. Prova che si può fare, si può ricominciare. Grazie.

  2. C’è effettivamente voglia di cambiamento in positivo. Si respira. Perchè più giù non si può. E mi ha fatto immensamente piacere l’incontro congiunto di PD e IdV al convegno…perchè uniti è meglio. Superare le piccole differenze per avere intenti comuni dà più forza. E tu, Pasquale ci hai provato…e ci sei riuscito. Prova che si può fare, si può ricominciare. Grazie.

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