#laBuonaScuola: i precari della III^ fascia delle GI scrivono al Capo dello Stato

Lettera alla Redazione

no-cancellazione-III-fasciaGentile direttore,

invio la presente a nome del “Movimento docenti precari di III fascia (No alla cancellazione)” allo scopo di mettere in evidenza le principali conseguenze che comporterebbe l’approvazione dell’imminente riforma della scuola promossa dal Governo, chiedendovi di conferire al problema il rilievo e la visibilità necessarie per porlo all’attenzione dell’opinione pubblica. Dario

Egregio Presidente,
Chi Le scrive è il Movimento Docenti Precari III Fascia, nato spontaneamente in seguito all’intenzione, di codesto Governo, di cambiare il mondo della scuola con riforme scelleratissime e in nessun modo condivisibili per le disastrose conseguenze che ne deriverebbero.

Il ddl scuola in fase di stesura ci sembra assolutamente irragionevole e privo di qualsiasi significato politico che non sia quello di distruggere l’istruzione pubblica. La cancellazione della graduatoria di terza fascia d’istituto annulla in un solo colpo i sacrifici di precari che tanto hanno dato alla scuola, e nega per sempre a chi si accingeva all’insegnamento la possibilità di carriera. Tra l’altro, il concorso appare una modalità assai discutibile per selezionare professionisti di “materiale umano”, così come il fatto di essere riusciti a conseguire un’abilitazione su carta non dimostra in alcun modo la capacità reale di saper insegnare.

L’attuale Governo si fa autore di una selezione che non corrisponde in alcun modo ai criteri comunemente condivisi di meritocrazia, prima negando con l’accesso a numero chiuso la possibilità a conseguire l’abilitazione, poi addirittura promuovendo la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi, sistema che palesemente assegnerebbe posti di lavoro soltanto ad alcuni non meglio specificati “meritevoli”. La cosa ci dà da pensare e ci lascia alquanto perplessi, soprattutto di fronte alla sordità delle istituzioni rispetto al grido di dolore dei propri cittadini. La dimensione esclusiva de “la buona scuola” di Renzi legittima la perdita di migliaia di posti di lavoro, spazza via il ruolo dell’istituzione scolastica quale garante della civiltà e della coscienza civica, priva in ogni modo il cittadino di un servizio “ super partes” che andrebbe invece così ad asservire alla logica di eventuali partitocrazie e clientelismi e limita il diritto ad un‘istruzione libera da condizionamenti ideologici e politici. Questa riforma della scuola non trova alcun consenso e poiché non nutriamo alcun dubbio circa la sua onestà intellettuale intendiamo con la presente sollecitarLa ad un solerte ed incisivo intervento che impedisca l’attuazione di una manovra così pericolosa per la democrazia.

Cordialmente
E. Alessandrini, L. Palella, F. Lo Manto, P. Condemi, F. Vassallo per Movimento Docenti Precari III Fascia (No Alla Cancellazione)

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