Napoli capitale mondiale della vela applaude i trionfatori di Luna Rossa Piranha, arrivederci al 2013.

Napoli capitale mondiale della vela, Luna Rossa Piranha trionfa e l’Italia vince le World Series, tappa importante della Coppa America. Un finale perfetto che chiude un grande evento, ma imperfezioni e controversie non sono certo mancate.

Lo scorso 6 aprile, a poche ore dall’inizio della kermesse, durante la presentazione ufficiale a Castel dell’Ovo, la soddisfazione era palpabile, “oggi si apre una pagina del Sud diversa dal passato, è stata una grande prova di volontà istituzionale”, con queste parole il Sindaco Luigi De Magistris ha confermato che Napoli era pronta per aprire le porte al mondo della vela e all’indotto ad essa collegato. “Un primo risultato è stato quello di riconsegnare il mare ai napoletani. Il lungomare liberato dalle auto è una realtà che non verrà più cancellata. Un piccolo disagio per gli automobilisti che sarà una grande opportunità per la città”. La grande voglia di cambiamento é stato il filo conduttore di tutti gli interventi.

Il Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha sottolineato che la Coppa America poteva rappresentare una bella inversione di tendenza, “le bellezze dei territori campani devono tornare a rappresentarci nel mondo, prendendo il posto dei rifiuti e delle discariche abusive, che per troppo tempo sono stati gli unici argomenti per cui si è parlato di Napoli”.

La città ha una storia importante da salvaguardare ed un futuro su cui puntare; Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania, nel suo intervento ha rivelato gli obbiettivi: “è l’occasione per riscoprire la risorsa mare che genera flussi economici, mercato e turismo, per questo stiamo puntando ad un progetto da 500 milioni di euro per il rilancio dei porti della Regione”.

In sinergia con le istituzioni Paolo Graziano, presidente di ACN, la società di scopo per l’organizzazione delle tappe delle World Series di America’s Cup, ha parlato dell’evento con grande emozione e la sua descrizione di via Caracciolo, “sul lungomare si sente di nuovo il rumore del mare e non quello dei motori “, ha fatto il giro del web in poche ore.

Ma cosa è stato davvero questo evento per Napoli? Cosa è accaduto da quando Ian Murray, direttore di regata della Coppa America, si é subito complimentato per l’organizzazione rendendo noto il programma che dall’11 aprile é entrato nel vivo con la combinazione del match race, sfide tra due barche, e di regate di gruppo?

Sicuramente il bilancio è positivo, secondo il Sindaco de Magistris, “in termini di ritorno economico i numeri sono di gran lunga maggiori di quanto speso, cercando ‘Napoli’ su internet prima usciva la ‘monnezza’, ora il lungomare liberato. Credo che questo abbia un grande valore economico”.

Ma i Napoletani, si sono sentiti tutti protagonisti e vincitori?
Ad oggi quello che più conta è ritrovare questo grande investimento milionario anche nel medio e lungo periodo, il messaggio delle Istituzione è chiaro, ed anche i cittadini che hanno vissuto con entusiasmo l’evento della Coppa America desiderano che questo sia un inizio senza ritorno verso una totale rivalutazione della città, fondamentale per tutti i settori economici e per la promozione turistica.

Marco Esposito, Assessore alle Attività Produttive, Sviluppo, Lavoro e Commercio nell’intervista riportata sul sito di ACN ha confermato il successo di Napoli: “siamo riusciti a realizzare una passeggiata pedonale di 6 km: è la prima città in cui vi è un percorso a piedi lineare così esteso, siamo contenti che le persone abbiano partecipato con tanto entusiasmo e che questo sia stato percepito, nonostante le polemiche su Bagnoli. Le persone avevano voglia di un momento di distensione”. Il successo e la visibilità che la Coppa America ha portato, ad oggi, sono una grande opportunità anche per il futuro ed al quesito – ci sarà un dopo regate?- l’Assessore conferma che la città attuerà dei piani organizzativi perché l’evento tornerà a Napoli nel 2013, “essere parte dell’America’s Cup ci ha dato fiducia, confermando che questo è un posto bello in cui fare cose belle”.

Napoli ha vissuto un innegabile momento di gloria e la partecipazione dei cittadini è stata massima tanto da aver creato stupore anche negli organizzatori. “Non ho mai visto in tutta la mia carriera agonistica ed organizzativa alcuna città tanto partecipe”, e Bruno Troublé, ideatore della Louis Vitton Cup ne ha sicuramente viste tante di città ospitanti, “qui non ci sono solo spettatori che seguono le regate godendosi lo spettacolo, ma partecipanti attivi all’evento, anche l’affluenza al Villaggio sportivo, non l’abbiamo mai vista in nessun posto del mondo. La gente interagisce, è coinvolta ed è sempre costantemente presente”.

Quello che adesso crea curiosità sono le cifre esatte del movimento turistico: quanto tutto questo ha alimentato uno dei volani dell’economia locale e del Paese? I dati diffusi da Mario Pagliari, riportati da “Campania su web.it”, Presidente della sezione Turismo dell’Unione Industriali, non sembrano essere spettacolari come l’evento: “in città abbiamo 14-15 mila posti letto, tra cinque stelle e B&B. Se l’occupazione è stata dell’80%, significa che ci sono state 11mila presenze al giorno, che per cinque giorni fanno 55mila”. E’ necessario sottolineare che una parte importante dell’occupazione, commenta il presidente di Federalberghi Salvatore Naldi, è stata riservata ai team ed a pagare le stanze sono le istituzioni napoletane con i soldi stanziati dall’Unione Europea.

Agli albori dell’evento le prospettive sui potenziali numeri di crescita del turismo erano sicuramente più rosee, non è stato possibile raggiungere tutti i risultati sperati perché Napoli, che all’inizio aveva tutto da dimostrare, ha subito le pesanti decisioni di ACEA (America’s Cup Event Authority), il taglio di due giornate di gare, le più importanti durante il week end di Pasqua, comunicate a ridosso dell’evento, quando l’organizzazione logistica, l’accoglienza e l’ offerta turistica erano state programmate, ha creato molte difficoltà tanto che le inaugurazioni non sono state spostate e sono apparse scollegate all’evento stesso. Il mal tempo, degenerato nel mini-ciclone Lucy, ha sicuramente creato forti disagi ed un ulteriore sospensione di gara, stop che ha creato grandi disservizi e discussioni determinando un conflitto definitivo tra ACEA e le Istituzioni locali.

Paolo Graziano a nome di ACN, la società organizzatrice, non ha celato il suo disappunto, “i conti non tornano”, sia per gli spazi televisi, infatti sono stati annullati ben 25 minuti dedicati alla città partenopea, che per cose di minore importanza come i tempi tecnici e gli orari del servizio catering e ciò a causa della Società Americana che con il suo spirito decisionista, ha spesso ignorato e messo in difficoltà i padroni di casa. “Il bilancio tra dare e avere”, sempre secondo Graziano, “necessita di revisione e gli accordi andranno rinegoziati, Napoli ha dimostrato le sue potenzialità e la Coppa America, oggi, ha bisogno di noi”. Forti sono state le parole del Sindaco Luigi De Magistris, “un successo per Napoli e per i napoletani. Abbiamo dato tanto agli americani, per il 2013 dobbiamo rivedere qualcosa”.

A questo punto ho un’altra domanda: ma quand’é che un evento ha veramente successo? Quando i conti tornano in prima battuta oppure quando riescono ad avverarsi le auspicate prospettive che potranno davvero riportare Napoli sul piedistallo dove, da sempre, avrebbe dovuto stare? Sappiamo tutti che negli investimenti ci sono margini di rischio, ma “chi ben comincia è a metà dell’opera” ed oggi Napoli merita il plauso di tutta l’Italia; non scordiamo che ha fatto la difficile parte dell’apripista e adesso sta passando un testimone pieno di esperienza a Venezia, città non proprio bisognosa di rilanci, dove vedremo la prossima tappa Italiana delle World series America’s Cup.

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