Nuova minaccia Isis: “Uccideteli nelle loro terre, decapitateli nelle loro case, pugnalateli a morte”. Pubblicati sul web i nomi di 100 soldati americani da uccidere

Il Pentagono diffonde la notizia di una nuova minaccia terroristica per l’America: il gruppo denominato Islamic State Hacking Division ha pubblicato una lista di militari statunitensi da eliminare

IsisNew York, 22 marzo –  Solo pochi giorni fa la sanguinosa strage al museo del Bardo, nel cuore di Tunisi, dove molti turisti hanno perso la vita, tra cui 4 italiani. L’attentato è stato poi rivendicato dall’autoproclamato Stato Islamico che continua a seminare terrore. E’ di poche ore, infatti, la notizia, diffusa dal Pentagono, di una nuova inquietante minaccia al mondo occidentale. Questa volta nel mirino dei terroristi sono finiti i soldati americani.

Sul web è stata pubblicata una lista di 100 nomi con foto e presunti indirizzi di militari statunitensi che avrebbero preso parte ad operazioni anti-terrorismo in Siria, Iraq, Yemen ed altre località. Poi l’invito a procedere rivolto ai membri e ai simpatizzanti dell’Is negli Usa: uccideteli.

“Estraendo dall’enorme quantità di dati che abbiamo da diversi server e database, abbiamo deciso di diffondere 100 indirizzi in modo che possano fare i conti con voi ed ora che vi abbiamo reso le cose più facili dandovi gli indirizzi, l’unica cosa che dovere fare è il passo finale, che cosa state aspettando? Uccideteli nelle loro terre, decapitateli nelle loro case, pugnalateli a morte mentre camminano per le strade che pensano ancora sicure”. Questo il terribile messaggio  diffuso via internet dai jihadisti che richiamano alla battaglia i cosiddetti “lupi solitari” esortandoli ad uccidere i kuffar (infedeli). 

Il Pentagono ha dichiarato di essere al corrente di questa nuova minaccia su cui si sta indagando insieme all’Fbi. Inoltre si ritiene che le informazioni sui militari non siano state ottenute violando i sistemi informatici governativi, infatti, secondo una fonte del Pentagono, la maggior parte di queste informazioni probabilmente sono state rinvenute sui siti di ricerca di indirizzi e sui social media.

I nomi, invece, sarebbero stati estratti dai rapporti diffusi al pubblico dei militari impegnati nelle campagne anti-terrorismo anche se nella lista sono presenti nominativi di militari operativi negli Stati Uniti o in altre zone che non hanno avuto niente a che fare con la campagna anti-Is.

FOTO: tratta da ansa.it

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