Airbus Germanwings, tragica ipotesi: il copilota si è schiantato di proposito

L’ipotesi del suicidio sembra sempre più assumere la forma di un’agghiacciante verità. Il copilota si sarebbe chiuso all’interno della cabina di pilotaggio e avrebbe volutamente fatto schiantare l’aereo. Dall’audio della scatola nera si sentono il pilota che cerca di sfondare la porta e le urla dei passeggeri

Tragedia GermanwingsParigi, 26 marzo – E’ stata ritrovata una delle due scatole nere dell’ A320 della Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi due giorni fa. Il suo contenuto racconta una scioccante verità su quanto accaduto in volo prima del terribile schianto in cui hanno tragicamente perso la vita 150 persone: il copilota si sarebbe barricato all’interno della cabina di pilotaggio con l’intenzione di distruggere l’aereo. Il comandante, uscito fuori dalla cabina poco prima, ha trovato la porta sbarrata e ha cercato di sfondarla invano. I passeggeri si sono accorti del dramma che si stava per consumare e si sono messi ad urlare terrorizzati.

Andreas Guenter Lubitz è il nome del copilota che si è schiantato di proposito provocando una vera e propria carneficina. Aveva 28 anni ed era di nazionalità tedesca, originario di Montabaur (Renania-Palatinato). Aveva superato brillantemente tutti i test medici e psicologici e, dal settembre del 2013, aveva cominciato a lavorare con la compagnia low cost Lufthansa, accumulando 630 ore di volo. Nel 2008, Lubitz aveva iniziato l’addestramento per piloti ma durante la formazione c’era stato un periodo di sospensione di circa 11 mesi.

Sindrome da burnout, una depressione, il motivo per cui Lubitz avrebbe interrotto il suo addestramento, almeno secondo quanto scrive il sito del quotidiano tedesco Faz citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui il 28enne si sarebbe confidato in passato. Inoltre, nel corso di una conferenza stampa a Marsiglia, il procuratore che si sta occupando dello schianto dell’aereo della Germanwings, Brice Robin, ha escluso, almeno per il momento, la pista dell’attentato terroristico, in quanto il copilota non era segnalato come possibile terrorista anche se non ha fornito alcuna indicazione sull’origine etnica dell’uomo.

Grazie al ritrovamento della prima scatola nera è stato possibile far chiarezza su cosa sia accaduto a bordo del volo 4U  9525 prima dello schianto. Dalle registrazioni emerge che il comandante, dopo aver preparato il  briefing per l’atterraggio a Duesseldorf, si allontana dalla cabina di pilotaggio, presumibilmente per andare in bagno, e chiede al copilota di prendere il comando. Quest’ultimo rimasto da solo ai comandi dell’aereo ha azionato la discesa dell’apparecchio che ha cominciato a perdere quota. Al suo ritorno il comandante ha trovato l’accesso alla cabina sbarrato. Dall’audio della scatola nera, infatti, si sente il pilota che tenta di sfondare la porta oltre alle urla agghiaccianti dei passeggeri che ormai si erano resi conto di cosa stesse accadendo.

Il procuratore ha dichiarato che dal registrato si sente il respiro del copilota fino al momento dell’impatto, il che significa che Lubitz era vivo e si è deliberatamente rifiutato di aprire la porta della cabina. Per tale motivo il magistrato ha escluso l’ipotesi di un improvviso malore del copilota ai comandi. Mentre la seconda scatola nera, contenete i dati del volo, non è stata ancora ritrovata.

Intanto all’alba di questa mattina sono riprese le operazioni di recupero dei corpi delle 150 vittime. L’identificazione dei corpi verrà effettuata con i test del dna in modo tale da essere sicuri che si tratti dei passeggeri registrati nel volo. Tra le vittime sono stati confermati anche un danese, due colombiani, un olandese e due australiani. Tragica fatalità per sedici studenti morti nel disastro, si apprende che erano stati estratti per vincere il viaggio.

Lascia un commento

uno × cinque =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.