Napoli, clonavano carte di credito: in manette un impiegato delle Poste e il suo complice

Bloccati dai carabinieri sono stati arrestati e processati con rito direttissimo

clonazione carteNapoli, 27 marzo – Un impiegato delle poste che, sfruttando il suo ruolo, si procurava le carte di credito spedite dalle banche ai clienti e un complice esterno che clonava le bande magnetiche. Questa era il sistema semplice ma efficiente studiato da Vincenzo Lieto, 61 anni, dipendente di un ufficio postale dei Colli Aminei e Vincenzo Somma 47 anni del corso Garibaldi, già noto alle forze dell’ordine.

Le indagini sono partite dalle numerose denunce delle vittime che si sono viste arrivare estratti conto per spese, mai effettuate, negli Stati Uniti e in Sud America. In pratica le carte di credito, spedite dalle banche ai clienti, venivano clonate prima che fossero consegnate dai servizi postali. Le Forze dell’ordine, insospettitesi, hanno cercato di capire cosa accadesse nel centro di smistamento delle raccomandate assicurate dell’ ufficio postale dei Colli Aminei.

In collaborazione con Poste Italiane, sono stati monitorai gli spostamenti di alcuni dipendenti. Durante le osservazioni Lieto è stato visto uscire dall’ufficio postale e incontrarsi con Somma al quale ha consegnato 3 buste. I due sono stati bloccati dai carabinieri e perquisiti. Le 3 buste erano 3 raccomandate assicurate contenenti carte di credito. Somma inoltre era in possesso di 500 euro in contanti.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i militari dell’Arma hanno ritrovato e sequestrato nell’abitazione di Somma un computer collegato ad uno skimmer con il quale venivano copiate le bande magnetiche delle carte di credito oltre ad un elenco di vari numeri di carte di credito con il nome dei relativi intestatari. Una volta clonate le carte venivano riportate all’ufficio postale e consegnate ai clienti ignari di tutto.

I due truffatori sono stati arrestati e processati con rito direttissimo. Vincenzo Lieto, accusato di peculato e possesso di carte di credito di provenienza illecita, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi (pena sospesa) con divieto di dimora a Napoli e all’interdizione dai pubblici uffici per due anni; Somma è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi agli arresti domiciliari.

FOTO: tratta da Ansa.it

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