Le eterne incompiute: 27 opere pubbliche incomplete dal 2001 e intanto i costi lievitano

Bortolussi (Cgia): “Rispetto a 14 anni fa molte infrastrutture hanno subito delle importanti varianti in corso d’opera. Per molte di queste, inoltre, si è reso necessario realizzare un elevatissimo numero di interventi complementari”

opere incompiuteDal 2001 ad oggi ben 27 opere pubbliche non sono state terminate e i costi di realizzazione sono aumentati inesorabilmente, è il risultato di un’analisi realizzata dalla Cgia di Mestre. Anche il Presidente del Consiglio ha commentato lo studio affermando che l’Italia è piena di opere pubbliche che vanno realizzate in breve tempo. Ma non solo l’Italia è disseminata di opere incomplete, secondo l’analisi di Cgia di Mestre mette in evidenza come dal 2001 in poi, si sono bloccati molti cantieri in costruzione e sono anche lievitati i costi di produzione. La Cgia ha analizzato ben 27 opere italiane incompiute, sottolineando che il costo per l’ultimazione dei lavori stimato al 31 dicembre 2014 era di 223,6 miliardi di euro e all’appello ne mancano ancora 134,6 miliardi per completare le opere.

Tra quelle che Cgia ha posto sotto la lente d’ingrandimento troviamo la tratta ferroviaria Milano-Bologna-Firenze, dove nella delibera del Cipe del 2001 era previsto un costo di quasi 1,3 miliardi di euro – ormai ultimata – è costata oltre 13 miliardi di euro, pari ad un incremento del 917%.

Come se non bastasse anche  il corridoio Jonico, ovvero “Taranto-Sibari-Reggio Calabria“, doveva inizialmente costare poco più di 3 miliardi di euro ma ad oggi il costo preventivato si aggira sui 20 miliardi di euro (+551%).

Insomma, puntualmente,  i costi aumentano in corso d’opera, perché?

E’ la domanda che si è posto il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, che ha così commentato: “E’ utile sottolineare che il risultato emerso dalle comparazioni tra il costo definito nel lontano 2001 e quello sostenuto o previsto in questo momento va preso con le pinze. Non bisogna dimenticare che rispetto a 14 anni fa molte infrastrutture hanno subito delle importanti varianti in corso d’opera. Per molte di queste, inoltre, si è reso necessario realizzare un elevatissimo numero di interventi complementari. Tuttavia, il dubbio rimane: come mai in Italia le grandi opere subiscono degli aumenti così importanti in corso d’opera?”

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