Don Guanella, Napoli: senza lavoro e depresso, giovane padre di 20 anni si toglie la vita

Disoccupato e padre di un bambino di 2 anni, era caduto in una profonda depressione perché non riusciva a trovare un lavoro, questa la ragione che l’ha spinto a suicidarsi

don-GuanellaNapoli, 28 marzo – Era alla ricerca di un posto di lavoro da molto tempo, forse troppo, che gli consentisse quella stabilità economica per crescere un figlio di appena due anni. Una situazione che probabilmente lo logorava fino al punto di trascinarlo in una profonda depressione, a causa di quel lavoro che non arrivava e purtroppo non è mai arrivato. Poi la decisione di porre fine a tutto ciò con un gesto estremo da cui non si può far più ritorno; la scelta di farla finita lanciandosi nel vuoto.

E’ la drammatica vicenda, di un giovane ragazzo di appena 20 anni del Rione don Guanella (Napoli) che ha lasciato senza parole un intero quartiere. Padre di un bambino, G.M. (queste le iniziali del giovane) era disoccupato ormai da troppo tempo, cosi sopraffatto dalla disperazione, si è tolto la vita lanciandosi dal settimo piano di un palazzo. Alla base delle sua decisione c’è una forte depressione in cui il giovane era caduto perché non riusciva a trovare lavoro.

Un giovane che pur vivendo in una zona difficile dove si può facilmente cadere nell’illegalità non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Circa un anno fa fu vittima di un’aggressione da parte di una baby gang che, all’uscita della metropolitana, lo aveva rapinato, picchiato e accoltellato.

La scorsa settimana un primo segnale di quel disagio che il ragazzo viveva interiormente. Per 4 lunghi giorni, G.M., era scomparso nel nulla. I familiari preoccupati avevano sporto denuncia alle forze dell’ordine ma un paio di giorni fa era rientrato a casa dei genitori.

Una storia che lascia l’amaro in bocca e fa riflettere; in particolar modo sulla vicenda è intervento il Presidente della Municipalità di Scampia, Angelo Pisani: “Il dramma che ha ucciso questo ragazzo  è quello della mancanza di lavoro che non è una conseguenza del destino, bensì una colpa grave, un macigno pesante sulla coscienza di chi ha il dovere di assicurare un futuro lavorativo alle giovani generazioni e pensa invece solo al proprio tornaconto politico. I nostri quartieri continuano ad essere oggetto di squallide passerelle elettorali e ancor di più lo saranno nei prossimi mesi, quando vedremo piccoli e grandi responsabili di questi autentici crimini contro l’umanità”.

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