#laBuonaScuola approda alla Camera. Ma è davvero una Buona Scuola quella proposta? I precari sul piede di guerra si organizzano: domani flash mob a Napoli

A Napoli la prima risposta all’indomani della presentazione del Ddl alla Camera, i precari di II e III fascia delle GI si danno appuntamento per un flash mob a piazza Carità, ore 16,00

Cdm buonascuolaE’ cominciato oggi l’iter parlamentare del Ddl su “la Buona Scuola”, in forte ritardo sul ruolino di marcia previsto dal Governo, visto che sono trascorsi ben 20 giorni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri tenutosi il 12 marzo scorso. E il percorso parte dalla Camera dei Deputati, dove il Premier può contare su un’ampia maggioranza. Il Ddl è stato depositato oggi con il numero 2994 con il titolo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” e si partirà con le audizioni alla VII Commissione Cultura della Camera, previsti ben 50 incontri, tra associazioni e sigle sindacali che cercheranno di apportare modifiche alle tante discusse previsioni normative, ora messe nero su bianco dal Governo.

Il mondo dei precari della scuola è sul piede di guerra. Ad essere contestato è tutto l’impianto della legge di riforma della Scuola. Si va dal numero degli assunti, che da settembre dello scorso anno ad oggi, sono passati da 148.000 a 100.000 o poco più, lasciando fuori dal piano di assunzione 23000 docenti della scuola dell’infanzia e gli abilitati Pas e Tfa fuori dalla Graduatoria ad esaurimento, all’impianto complessivo della riforma.

Il Ddl è inemendabile, questo il parere unanime di tanti gruppi di lotta e di protesta nati per far fronte comune per respingere la proposta governativa. Le assunzioni sono soggette a ricatto da parte del Governo, è questo il sentire comune dei precari della scuola. In effetti lo stesso premier ha pubblicamente promesso assunzioni a fronte della rinuncia di diritti acquisiti dai lavoratori della scuola che si vedrebbero ad esempio defraudati della ricostruzione di carriera per un lavoro sub judice, il dirigente scolastico, che da questa riforma trarrebbe il massimo vantaggio per la propria categoria: quello dello stipendio innanzitutto, che verrebbe praticamente raddoppiato, al potere di scegliersi i docenti da un albo regionale e di tenerseli per tre anni. Dopo il triennio di servizio, se la valutazione del dirigente scolastico sarà positiva, a suo insindacabile giudizio, il “precario-stabilizzato” dalla riforma del Governo Renzi potrebbe essere riassunto in quella scuola, altrimenti dovrà attendere nel limbo dell’albo introdotto da “la Buona Scuola”.

Intanto Internet ed i social network amplificano il tam-tam dei precari della scuola che organizzano sit-in e flash mob in tutte le città del paese per esprimere forte il proprio dissenso. Si parte proprio da Napoli, il giorno dopo la presentazione del Ddl alla Camera. L’appuntamento è per domani 1 aprile a piazza Carità alle ore 16 con i precari della II e III fascia delle GI, contro una proposta di legge che taglierebbe loro le gambe dal prossimo settembre, qualora fosse approvata la riforma così come approdata oggi in Parlamento. Decine di migliaia di lavoratori, molti dei quali abilitati dallo Stato a fronte del pagamento di un corso, non avranno più posto nella scuola pubblica. Nonostanate anni di lavoro alle spalle ed aver contribuito a far funzionare la complessa macchina dell’istruzione pubblica, infatti, i precari con oltre 36 mesi di servizio si vedranno sbarrata la porta del lavoro in cattedra qualora questo Ddl venisse approvato. E non solo loro.

Per l’evento di domani a piazza Carità si legge su Facebook: “Nessuna sigla sindacale, nessun cappello politico. Solo docenti precari insieme Uniti nella lotta. Per una Buona Scuola senza presidi-padroni, che renda giustizia a chi da anni lavora nel mondo della scuola e per il mantenimento delle attuali graduatorie come canale per le supplenze e le assunzioni a scorrimento.

Ci vedremo in piazza Carità a Napoli alle 16,00 per un Flash Mob unendo le forze dei lavoratori precari della scuola. Per affermare ancora una volta che le assunzioni non si barattano con i diritti acquisiti dai lavoratori. Per affermare che le graduatorie attuali devono essere ad esaurimento e rappresentare il canale di reclutamento per le supplenze. Per richiedere l’abilitazione per chi ha maturato almeno due anni di servizio e per dire un forte NO all’organico funzionale e NO al preside-sceriffo.”

Il governo Renzi, si legge nei tanti comunicati che circolano in rete:

– Vorrebbe assumere con un piano straordinario i docenti che servono alla scuola con la chiara intenzione di impedire la reiterazione dei contratti di supplenza a tempo determinato.

– Il governo vuole assumere una parte di coloro che sono iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, sopprimere quest’ultime e rinviare il resto delle assunzioni ad un mega-concorso da espletarsi entro il 2016.

– In alternativa alla precedente soluzione, il Governo vuole assumere tutti gli iscritti nelle ex graduatorie permanenti (GAE) ed utilizzarli anche nell’ipotetico organico funzionale, costituito da un insieme di docenti a tempo indeterminato che si occuperà di svolgere le supplenze al posto dei docenti delle graduatorie d’istituto. Tali docenti saranno assunti anche laddove ci siano esuberi e in scuole in cui non vi sia necessità (p.es. classi di concorso A019-A017). Ciò significa licenziare definitivamente non meno di 80.000 lavoratori della scuola.

– Si prevede un assurdo concorso anche per le classi di concorso che non sono mai state attivate con le SSIS (molte c.d.c. del gruppo A e tutte le c.d.c. del gruppo C, quelle degli ITP per intenderci)

Il paradosso

– Ai docenti di scuola media/superiore è stato chiesto, negli ultimi 2 anni, di sostenere corsi abilitanti a pagamento (3000 euro circa) tenuti dalle Università e con esame finale, per poter continuare ad insegnare. Tali corsi saranno resi completamente inutili dal piano governativo

– Mettendo fuori i docenti delle graduatorie d’istituto, già ampiamente selezionati, formati e con esperienza, il Governo dimostra la sua totale indifferenza alla qualità dell’insegnamento

– Molti docenti delle graduatorie d’istituto hanno anni di insegnamento alle spalle, molti nel frattempo si sono sposati, hanno avuto figli e hanno scelto l’insegnamento come propria ragione di vita. Stiamo parlando di circa 80.000 docenti precari non presenti nelle graduatorie ad esaurimento e pertanto non contemplati nel piano straordinario di assunzione

– Un ulteriore concorso selettivo non farebbe emergere il merito, già ampiamente dimostrato, ma rappresenta solo un ghiotto business per corsi preparatori, consulenti ministeriali, ricorsifici, appalti, raccomandazioni in tipico stile italico, ecc. sulle spalle dei VERI PRECARI.

– Discorso a parte merita la questione dei Diplomati Magistrale che, nel 2014, dopo 12 anni di battaglie legali, hanno visto riconosciuta l’abilitazione all’insegnamento del loro titolo negata dal MIUR (per l’inettitudine della classe politica e dei funzionari), e quindi il corso abilitante PAS previsto per loro è decaduto. Il Consiglio di Stato ha concesso l’iscrizione con riserva a circa 3000 di essi. Per costoro il MIUR dovrà riservare i posti, in attesa della sentenza di merito.

Cosa chiedono i docenti II (abilitati) e III fascia GI

– Secondo equità e giustizia, gli stessi diritti degli abilitati fino al 2007, cioè di essere inclusi in graduatorie valide per contratti a tempo indeterminato, in una fascia aggiuntiva in coda alle graduatorie ad esaurimento o in una fascia parallela (triplo canale). Tale soluzione è a COSTO ZERO per lo Stato ed rispettosa dei diritti maturati da coloro che sono iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento.

– L’abbandono dell’idea di un concorso che costerebbe circa 120 milioni di euro presi dalle tasche dei cittadini, anche dalle tasche dei precari e completamente inutile, visto che ci sono docenti già formati e selezionati con un esame di Stato, negli ultimi due anni.

– La stabilizzazione dopo tanti anni di insegnamento e il riconoscimento del titolo abilitante conseguito. Non siamo per principio contrari al concorso, ma riteniamo che sia necessaria una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo sistema di reclutamento.

– Il non licenziamento e quindi la richiesta di risarcimenti nei tribunali Europei per abuso della reiterazione dei contratti stipulati negli anni scorsi.

– La immediata attivazione di corsi abilitanti speciali per i docenti in III fascia che sono già stati impiegati nel mondo della scuola con contratti a tempo determinato.

– La risoluzione dell’incresciosa situazione dei diplomati magistrali che si sono visti negare il titolo abilitante del loro diploma, senza alcun  corso abilitante indetto.

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