Ddl corruzione, in serata il Senato approva. Via libera per tre voti al reato di falso in bilancio

Il disegno di legge presentato da Pietro Grasso nel 2013 ottiene il primo via libera a Palazzo Madama con 165 voti a favore. Renzi parla di “volta buona” mentre i 5 Stelle seguono l’esito del quesito online con cui hanno interrogato la base e votano contro. Il testo passa ora all’esame della Camera

SenatoDopo due anni di stallo in aula, arriva il primo via libera a Palazzo Madama per il ddl sulla corruzione a prima firma Pietro Grasso. Tra i punti più importanti del provvedimento, vi è all’articolo 8 la reintroduzione del reato di falso in bilancio, che verrà reintrodotto grazie ai 124 voti favorevoli espressi in aula. Si tratta come spiegano i magistrati di un cosidetto reato-presupposto: la falsificazione di bilanci, permette infatti la crazione di fondi neri, indispensabili per pagare mazzette. Approvato anche l’articolo 10, che prevede un inasprimento delle pene per le false comunicazioni delle s.p.a (reclusione da 3 a 8 anni) e l’articolo 9 che stabilisce la pena da sei mesi a tre anni se i fatti sono di lieve entità “tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta”.

Stamane, proprio sul falso in bilancio, la maggioranza ha rischiato di andare sotto. L’articolo 8 infatti è passato con 124 voti favorevoli, 74 no e 43 astensioni (che a Palazzo Madama valgono come voto contrario), a fronte di una soglia fissata a 121 voti. Molti gli assenti, sia nel Partito democratico dove mancavano in 17, che in Ncd dove in 15 non hanno partecipato alla votazione. Laura Puppato (Pd), ha affermato: “La maggioranza saggia del Senato sta tenendo e anche l’articolo che ripristina il falso in bilancio è stato approvato dall’Aula. Ma ad ogni voto segreto si riducono di molto i margini, 40/50 voti spariscono e in alcuni casi la differenza è minima, siamo sul filo di lana”.

Polemiche in aula da parte del Movimento Cinque Stelle, il quale ha parlato di “legge anticorruzione falsata” per la presenza di pianisti. Il senatore M5S Lello Ciampolillo, ha denunciato: “Ebbene, sul voto segreto, il senatore di Forza Italia Francesco Aracri ha votato al posto del collega di partito Lucio Tarquinio. Fantastico, io gli farei un applauso. Questa è una truffa grave. E’ una vergogna”. Il presidente del senato Grasso, ha ritenuto di non far ripetere la votazione ma ha chiesto una verifica sul voto e ritirato la tessera al senatore Tarquinio, effettivamente assente.

In serata è arrivato il sì al ddl corruzione con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti. Hanno votato a favore il Partito democratico, Area popolare e Sel, mentre lo hanno bocciato il Movimento Cinque Stelle, Forza Italia e Gal. I pentastellati, in un primo momento avevano votato a favore dei singoli articoli, che loro stessi hanno contribuito a scrivere ma la base, interrogata attraverso un voto online, ha chiesto che i parlamentari esprimessero il “no”.

“Qui siamo di fronte a una vera e propria epidemia di corruzione – ha detto il capogruppo pentastellato Andrea Cioffi – che non si cura con l’aspirina ma con l’accetta, in senso metaforico. Non è un giallo che noi voteremo contro. Il popolo e noi non possiamo accettare compromessi al ribasso”. Tra gli emendamenti bocciati ai 5 Stelle, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi commette reati di corruzione.

Segnali di nervosismo da Forza Italia durante tutta la giornata. Il partito di Berlusconi si è opposto fortemente al ddl corruzione e ha espresso voto contrario. “Forza Italia ritiene che la corruzione è un cancro della democrazia, ma Forza Italia dovrà votare no a questa legge”, ha detto Giacomo Caliendo.

Soddisfazione per l’approvazione del senato al ddl corruzione, è stata espressa dal premier Matteo Renzi, che ha twittato: “È la volta buona”. “Il disegno di legge sull’anticorruzione – ha detto il capogruppo Zanda – è importante ma non sufficiente perciò i senatori del Pd propongono l’approvazione del nuovo codice appalti, in esame in commissione, che consideriamo una priorità. Inoltre proponiamo di istituire una commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici e sui fenomeni di collusione e corruzione”.

Sinistra Ecologia e Libertà, si è espressa positivamente sul testo. “Lo riteniamo un passo in avanti rispetto alla normativa vigente – ha detto il senatore Peppe De Cristofaro – Peccato però che nei tre articoli del disegno di legge dedicati al ripristino del falso in bilancio, sui quali invece ci siamo astenuti, siano stati bocciati tutti i nostri emendamenti, che avrebbero consentito di assestare la pena per le società non quotate da due a sei anni (e non da uno a cinque), rendendo in quel modo possibile l’utilizzo delle intercettazioni. La solita occasione mancata, anzi il solito compromesso al ribasso”.

Il provvedimento, che contiene norme contro la corruzione, il voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio, è solo al primo dei suoi passaggi parlamentari: ora il testo dovrà passare all’esame della Camera.

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