E’ Pasqua. Quale sarà l’agnellino sacrificale che mangerai a pranzo? #salvaunagnello

Alla vigilia di Pasqua impazzano numerose campagne di sensibilizzazione. La missione: ridurre la mattanza di agnellini ricordando l’atroce percorso che li conduce dagli allevamenti alla tavola

agnelliniUn cagnolino e un agnellino, l’uno con su scritto “M’ama” e l’altro “Mi Mangia”. Un’immagine di forte impatto affissa nelle stazioni metropolitane di Napoli, Roma, Milano e Torino.  L’Oipa – Organizzazione internazionale protezione animali –  a ridosso di Pasqua lancia così la sua nuova campagna. E sulla stessa scia decine di associazioni animaliste si schierano dalla parte dei poveri agnellini, vittime inermi dei pranzi pasquali.

2milioni e 200mila sono gli agnellini macellati nel 2014 pochi giorni prima di Pasqua. Un dato sicuramente in calo se si pensa che l’Istat per il 2010 aveva stimato circa 5 milioni, ma non abbastanza da salvare i cuccioli dal calvario che li aspetta negli stabilimenti. Strappati dalle proprie mamme soltanto dopo 30/40 giorni di vita, trasportati per chilometri e chilometri su dei camion e infine ammassati in box di acciaio. Gli agnellini prima di arrivare sulle tavole degli italiani vengono legati a testa in giù per le zampe, storditi e sgozzati senza pietà.

Un racconto da brivido che però è normale amministrazione per chi lavora negli stabilimenti di macellazione. “Forse non si riflette abbastanza su cosa sia un agnello – dice l’etologo Roberto Marchesini – È solo un cucciolo e come tutti i cuccioli ha bisogno di avere accanto a sé una mamma. In una folla di agnelli stipati in uno spazio angusto non c’è solo l’orrore per la mancanza dei requisiti minimi di benessere. Dobbiamo immaginare una folla di bambini, al di sotto dei due anni, che disperatamente cercano la mamma e piangono senza conforto e ininterrottamente, giacché la loro paura è aumentata dal pianto degli altri cuccioli, dalle urla degli uomini, dall’odore della sofferenza e del sangue”.

È proprio per salvare gli agnellini da questa mattanza che le associazioni ambientaliste hanno dato il via alle campagne di sensibilizzazione. Oltre alla già citata campagna dell’Oipa, che invita a riflettere sul perché soltanto agli animali domestici si riservi amore e tenerezza, anche l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) ha partecipato alla battaglia. Una petizione aperta su Firmiamo.it che conta già oltre 17.770 firme.

Testimonial d’onore è un piccolo agnellino soccorso dalla Protezione Civile di nome Pasqualino. “Negli scaffali dei supermercati, dove ciò che resta dei poveri agnelli viene imballato in confezioni anonime, non c’è traccia di tutto questo”, dichiara l’Enpa parlando di quella che chiamano la “Pasqua di sangue”.

E con lo slogan “A Pasqua fai un sacrificio, non uccidermi” i volontari del rifugio Thegreenplace e le associazioni animaliste LAV e Animal equality si sono unite per la causa comune. Fermare una strage che ogni anno si ripete incessantemente è l’obiettivo della campagna e dei tanti personaggi famosi che l’hanno sostenuta, come la comica Diana del Bufalo e l’attrice Loredana Cannata.

A corredare la campagna quest’anno comprare un video di circa un minuto che affida alle immagini il racconto della sofferenza degli agnellini. Un video che, dice Matteo Cupi presidente di Animal equality Italia, “avrà un grande impatto sui social network”. E per continuare questa battaglia anche con i mezzi digitali nasce l’hashtag #salvaunagnello.

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