Alla prof italiana il premio UE per il robot capace di studiare e fornire assistenza

Un robot autodidatta che attraverso internet riesce ad istruirsi e a fornire aiuto ad anziani e disabili

Barbara CaputoUn robot che studia e mette in pratica quello che legge. Questo è il piano di Barbara Caputo, insegnante di ingegneria informatica, automatica e gestionale alla Sapienza di Roma. Il progetto è riuscito, inoltre, a meritarsi la notevole cifra di 1.5 mln di euro concessi come Starting Grant dall’ERC. Tutto ciò con lo scopo di incrementare la teoria e gli algoritmi di cui i robot hanno bisogno per compiere determinate azioni e apprendere da internet informazioni autonomamente.
Caputo ritiene che ora come ora i robot non sarebbero in grado di reagire ad inaspettati avvenimenti o ad essere capaci di identificare nuovi oggetti  e capirne la loro funzione. Inoltre sottolinea quanto sia importante la pratica per questi macchinari.
Lo scopo del progetto chiamatosi RoboExNovo consiste nell’ inventare algoritmi che possano realizzare delle rappresentazioni della conoscenza proveniente dal web che abbiano senso nei sistemi di rappresentazione della conoscenza usati nella robotica attuale.
Una volta portato a termine, il progetto permetterà di avere notevoli utilizzi nella commercializzazione di robot per il sostegno ad anziani, disabili e nel campo vero e proprio della home robotica.
Nel corso di 5 anni si svolgerà una ricerca che si avvarrà di 1.5 mln come finanziamento, maturata nel laboratorio Alcor del Diag della Sapienza.
L’insegnante di ingegneria dichiara che “Fare domanda per l’Erc Starting è stata una scelta coraggiosa al limite dell’incoscienza. Quando è uscito il bando ero incinta al settimo mese del mio secondo figlio e la scadenza per presentare domanda era poche settimane dopo la data prevista del parto. Confesso che all’inizio ho esitato, però credevo a tal punto nella mia idea che alla fine ho preso il coraggio a due mani e mi sono buttata. Le ultime settimane sono state un po’ folli, tra il parto e il piccolo da allattare, ma alla fine ce l’ho fatta con l’aiuto di tutta la famiglia, anche mia figlia più grande ha collaborato a modo suo. Vista la storia del premio, i miei figli saranno membri onorari del gruppo!”

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