Tagli alle città metropolitane, de Magistris: “Governo irresponsabile”. Sindaci in subbuglio

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino definisce le misure “insopportabili”. In allarme anche Nardella, primo cittadino di Firenze e coordinatore delle città metropolitane dell’Anci. Giovedì vertice dei sindaci con il presidente Anci Piero Fassino

Renzi NardellaMatteo Renzi lo ha promesso: nella nuova manovra economica non ci sarà aumento delle tasse per i cittadini. Peccato però che la coperta sia corta e questo potrebbe significare ulteriori tagli, dopo quelli degli scorsi mesi, agli enti locali. A quel punto i sindaci dove prenderebbero le risorse economiche necessarie a garantire i servizi comunali? Dall’aumento delle tasse locali o forse dal taglio di determinati servizi. In cantiere, ci sarebbero da parte del governo tagli per 2,2 miliardi di euro da ripartire fra 8mila municipi italiani. 256 milioni di tagli sono quelli riguardanti le città metropolitane, di cui oltre la metà (178 milioni) riguardano Firenze, Roma e Napoli.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino, in un’intervista al Messaggero sottolinea la necessità di “concordare insieme al governo strade alternative per effettuare tagli alla spesa pubblica. Finora – spiega – siamo riusciti a risparmiare senza tagliare i servizi ma in queste condizioni non è più possibile farlo. Capisco anche io – aggiunge Marino – che si tratta di tagliare i conti per evitare di alzare l’Iva nel 2016 ma si può avviare un confronto tra enti locali e governo per trovare insieme le soluzioni”.

Più duro è Luigi de Magistris. In un’intervista a Repubblica, afferma: “Il governo è irresponsabile”. Il Sindaco di Napoli è particolarmente preoccupato, perchè secondo lui, la città da lui amministrata sarebbe la più penalizzata fra tutte le grandi città italiane. Alla domanda, se ci sia un accanimento contro il capoluogo partenopeo, de Magistris risponde: “L’approccio generale è pericolosissimo. Quando fai un taglio di questa portata metti a rischio lavoratori e servizi essenziali a tutti i livelli e io lavorerò con i miei colleghi e con l’Anci per difendere i diritti dei cittadini. Ma non posso tacere – continua – su scelte non giustificabili: il 70 per cento dei tagli del 2015 andrebbero a colpire prima Napoli poi tutte le altre città. L’ultimo paradosso – conclude – è che pagherebbero il dazio più alto quelle realtà che hanno rispettato il patto di stabilità e non hanno contratto mutui né hanno debiti”.

Ad essere preoccupato è anche Dario Nardella, primo cittadino di Firenze e coordinatore delle città metropolitane dell’Anci, il quale spiega: “Francamente non so come riusciremo a sopportare un taglio del 23%. Qualunque azienda con un taglio al budget di un quarto non sarebbe in grado di sopravvivere”.

Marino, de Magistris e Nardella, si sono dati appuntamento per giovedì a Roma. I tre, si incontreranno con il presidente Anci Piero Fassino e decideranno su proposte alternative, nella speranza di riuscire a convincere il governo prima del varo del Def.

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