Costa Concordia: Schettino resta libero, nessun pericolo di fuga

Il Tribunale del Riesame di Firenze respinge l’appello dei pm, non c’è pericolo di fuga. “L’appello aveva punti deboli”, dichiarano i legali di Schettino

francesco schettinoIl capitano Schettino resta in libertà. Respinta dal Tribunale del Riesame di Firenze la richiesta di arresto della Procura di Grosseto. I pm portano avanti la tesi del pericolo di fuga. E questa volta emergono ulteriori elementi.

Circa una quarantina di telefonate ricevute dalla Thailandia, dagli Stati Uniti, dall’India e dalla Grecia poco prima della sentenza del febbraio scorso con la quale Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni e un mese per il naufragio della Costa Concordia e la morte di 32 passeggeri.  Questa sarebbe la nuova “carta segreta” della Procura di Grosseto che dimostrerebbe la volontà di Schettino di scappare all’estero.

L’ordinanza è stata depositata nel pomeriggio del sabato alla Vigilia di Pasqua, ma soltanto da poco è stata resa nota la decisione del Tribunale. Un secondo rifiuto dopo la prima richiesta di arresto in sede di indagini preliminari nel 2012 che ha poi condotto all’appello discusso nelle scorse settimane. “Le sentenze non si commentano”, ha dichiarato il procuratore capo Maria Navarro aggiungendo: “Dobbiamo valutare bene se ricorrere in Cassazione. Lo valuterò insieme ai colleghi nei prossimi giorni”.

Secondo gli inquirenti un’accusa pesante come quella che pende sulla testa di Schettino potrebbe indurre l’ex comandante a fuggire dall’Italia. E le voci, subito smentite, riguardo una sua possibile partecipazione all’Isola dei Famosi in Honduras nei mesi scorsi sarebbero state un’ulteriore prova.

I legali di Schettino, al tempo del video de Le Iene in cui Schettino abboccava alla finta proposta del programma, si affettarono a dichiarare: “Non ci fu nessuna proposta scritta, non ci fu nulla”. E così tutto il grande polverone alla fine si dissolse in un nulla di fatto.

“Sono contento per questa decisione. I giudici hanno capito che io non voglio fuggire. Io voglio restare in Italia per difendermi”, ha dichiarato lo stesso Schettino alla luce della decisione del Tribunale del Riesame. Una decisione nella quale il suo legale Saverio Senese era fiducioso da tempo, confidando nel “principio di natura generale per il quale la carcerazione cautelare non può mai essere utilizzata quale forma di espiazione anticipata della pena”.

Un appello quello dei pm che secondo i legali Saverio Senese e Donato Laino, infatti, aveva numerosi punti deboli. “Oggi abbiamo chiarito un punto. – hanno commentato – Adesso aspettiamo le motivazioni della condanna di primo grado. Da oggi cominceremo a lavorare per il giudizio di appello nella convinzione che egli sia stato fin qui eccessivamente sanzionato per colpe non sue”.

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