Niente tagli ai Comuni nel Def 2015. De Magistris: “L’incontro è andato bene”

L’incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindaci dura oltre un’ora. Fassino: “Superate le incomprensioni dei giorni scorsi”. Sul DEF, rimangono scettiche le opposizioni parlamentari

Anci Governo“Il presidente del Consiglio ci ha detto che il DEF non prevede nuovi tagli a carico dei Comuni e che in ogni caso il governo intende discutere con l’Anci a partire da settembre, quando sulla base del documento bisognerà redigere la legge di stabilità. Abbiamo preso atto di questo chiarimento importante”. Così il presidente Anci Piero Fassino, al termine dell’incontro con il Governo tenutosi ieri a Palazzo Chigi e durato oltre un’ora. Oltre al presidente Anci, erano presenti i sindaci Perrone (Lecce), Bianco (Catania), Nardella (Firenze), Marino (Roma), de Magistris (Napoli), Biffoni (Prato) e Castelli (Ascoli).

Renzi, secondo quanto spiegato da Fassino, si è detto disponibile a risolvere positivamente il calo di gettito per alcuni Comuni dovuto al passaggio dall’Imu alla Tasi. In particolare, a preoccupare i sindaci sono i tagli previsti dalla Legge di Stabilità con la stretta su Province e città metropolitane, rispettivamente per 744 e 256 milioni.

Proprio per quanto riguarda le città metropolitane, Fassino ha dichiarato: “Come Anci abbiamo confermato l’intesa sul riparto ma abbiamo posto l’obiezione sul fatto che quel riparto è molto oneroso per tre città, Roma, Firenze e Napoli e quindi va rivisto l’onere con altre città o vanno posti altri meccanismi per ridurre l’impatto su quelle città. Di questo parleremo all’incontro di mercoledì”.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, al termine dell’incontro si è detto soddisfatto e ha affermato: “Renzi ha capito che non si può chiedere sempre ai comuni. Ora valuteremo – ha aggiunto – se agli impegni presi dal governo seguiranno i fatti”. Ancor più soddisfatto sembra essere il sindaco di Roma Ignazio Marino, che loda la sua amministrazione: “Sono sicuro che ci sarà una riflessione rigorosa e seria perché Matteo Renzi sa molto bene qual è la situazione visto che ha fatto il sindaco per molti anni. Certamente – ha aggiunto – condivido che così come ha fatto Roma, che in questo momento è il punto di riferimento del Paese, il meccanismo di esame della spesa debba partire non dalla spesa storica che spesso è spreco storico ma dai fabbisogni standard“.

Tra le opposizioni parlamentari, permane lo scetticismo. “Basterebbe che i sindaci leggessero tra le pieghe della bozza del Def in discussione a Palazzo Chigi per capire che il premier ha fatto finta di ascoltarli con un sorriso, ma in realtà tiene ben stretta la mazza nascosta dietro la schiena”, denunciano in una nota i deputati M5S. “Vedremo il testo definitivo, ma intanto – sottolineano i 5 stelle – nel documento in circolazione il governo ammette che la correzione dei conti a carico degli enti locali sarà pari a 14 miliardi da qui al 2019″.

Scettica anche Forza Italia. “Finora si è discusso non solo sul nulla, ma su un nulla estremamente contraddittorio” ha affermato Renato Brunetta. “Il buon Renzi dice che eliminerà le clausole di salvaguardia e – continua il forzista – che non metterà nuove tasse, oltre a non fare tagli. E che è Mandrake?”.

Mercoledì è previsto un nuovo incontro tra esecutivo e Anci. In quell’occasione verrà discusso in maniera approfondita del riparto dei tagli decisi in legge di stabilità e del fondo perequenativo da 625 milioni per il passaggio da Imu a Tasi. Proprio per quanto riguarda i tagli decisi in Legge di stabilità, l’Anci proverà a insistere per un diverso riparto, che non gravi troppo su Roma, Napoli e Firenze, come accade con quello approvato il 31 marzo scorso nella conferenza Stato-Città.

FOTO: tratta da ansa.it

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