Il Def contiene tagli alla Sanità per 2,3 miliardi, le proteste dei direttori sanitari

Decisivo l’appuntamento di mercoledì prossimo 15 aprile con una Conferenza Stato-Regioni per capire dove incideranno i tagli

tagli sanitàDall’analisi del Def, il documento che contiene le linee guida della politica economica del governo per il prossimo triennio, svela un’amara sorpresa. Tra i punti cardine prevede numerosi tagli agli enti della Pubblica Amministrazione, tra i quali spicca quello alla Sanità. Il taglio alla spesa sanitaria ammonterebbe a 2,3 miliardi di euro. La giustificazione della scelta adottata sarebbero le considerazioni fatte dal Consiglio dei Ministri per le quali risulta necessario un taglio in alcune regioni in cui, per esempio, il numero delle Asl supera di gran lunga quello delle province.

Le reazioni. La decisione sui provvedimenti che saranno presi in futuro hanno fatto storcere il naso dei direttori generali delle Asl e degli esponenti della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie ed ospedaliere). In particolare, il coordinatore regionale della Fiaso, Ilde Coiro, riferendosi al Def, ha dichiarato: “Non è da bocciare, ma è un’ipotesi difficile da attuare e i cui risultati e risparmi si potrebbero avere tra diversi anni”. Inoltre il coordinatore esprime un concetto che sembra esser stato ignorato dal Consiglio dei Ministri, ovvero quello del bacino d’utenza che, in alcune Regioni, è impossibile da gestire con un numero di Asl pari a quello delle province perchè pregiudicherebbe le necessarie condizioni sanitarie garantite ad ogni cittadino.

I medici ed alcuni governatori di Regioni hanno bocciato il Def, perchè considerano le decisioni prese come un ulteriore colpo ad un Servizio Sanitario Nazionale già barcollante. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato accusato di “non conoscere le caratteristiche delle realtà di cui parla” dal governatore del Veneto Luca Zaia. I medici risultano molto preoccupati, stato d’animo espresso, seppur ironicamente, dal segretario nazionale della Fp Cgil Medici, che dice “A forza di continuare con i tagli il problema per i cittadini sarà trovare le siringhe”.

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