Strage al Tribunale di Milano, funerali di Stato per l’ultimo saluto alle 3 vittime della follia omicida

Dopo le polemiche tra le lacrime l’addio alle vittime della follia omicida di Claudio Giardiello. Pretendere una giusta pena e attuare una trasformazione positiva sono le esortazioni del Cardinale Scola e del sindaco Pisapia

Strage Tribunale MilanoMilano dà l’ultimo saluto al giudice Fernando Ciampi e all’avvocato Lorenzo Claris Appiani freddati in tribunale dal killer Claudio Giardiello dichiarando il lutto cittadino. La città resta in silenzio davanti all’orrore di un omicidio che ha sconvolto il Paese, colpendo degli uomini di giustizia in un luogo ritenuto inattaccabile. Presente ai funerali di Stato ieri alle 16.00 nel Duomo anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per Giorgio Erba, terza vittima della strage, invece si è tenuta una cerimonia privata a Monza.

“Invito i milanesi a osservare alle 16.00 un minuto di silenzio”, ha dichiarato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia esponendo in tutte le sedi comunali della città la bandiera a mezz’asta. La rabbia e le polemiche all’indomani della terribile sparatoria nel Tribunale di Milano hanno ormai lasciato il posto (almeno per un giorno) al dolore e al silenzio. Il dolore di una famiglia che ha perso i suoi cari, di una città ed un Paese che ha perso due grandi uomini di giustizia.

“Una sconvolgente circostanza ci ha convocati in questo Duomo, in qualche modo come rappresentanti di tutti i milanesi e non solo. Il nostro cuore è ancora colmo di angoscia per l’orrore di brutali omicidi e di due ferimenti”, ha detto il Cardinale Angelo Scola che ha officiato la cerimonia nel Duomo di Milano davanti ad una folla di amici e familiari.Tra le prime fila anche autorità come il presidente della Camera Laura Boldrini, quello del Senato Pietro Grasso, il ministro della Giustizia Orlando, il presidente della Regione Lombardia Maroni e non per ultimo il sindaco di Milano Pisapia.

Le bare sono entrate nel Duomo sotto gli applausi commossi dei presenti. Su di esse sono state poggiate le toghe di Fernando Ciampi e Lorenzo Claris Appiani, simbolo di giustizia. Una giustizia a cui il magistrato e il giovane avvocato avevano dedicato la vita e per cui, in ultimo, sono morti. Il Cardinale Angelo Scola nell’Omelia ha parlato di loro come di “testimoni di giustizia, perché quotidiani e discreti servitori del bene comune”, dicendo: “Questa tragedia ci lascia ancora più sconcertati perché si è consumata in un luogo emblematico, un pilastro costitutivo della vita del Paese”.

Per Claudio Giardiello, “lo sciagurato pluriomicida”, il Cardinale da un lato ha invocato il perdono dei familiari e delle vittime, ma dall’altro ha richiesto che gli venga inflitta una giusta pena espiatoria, cosicché “prenda consapevolezza del terribile male che ha compiuto”. Dinnanzi a queste parole Stefano Verna, il commercialista ferito da Giardiello presente ai funerali, ha detto che il perdono è “un pensiero difficile da accettare ma giusto”.

Il Presidente della Repubblica Mattarella prima della cerimonia ha avuto modo di incontrare i familiari delle vittime nella Cripta del Duomo insieme anche al vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini.

Nel frattempo, in mattinata a Monza si sono tenuti i funerali privati di Giorgio Erba, l’ex socio di Giardiello. Una scelta della famiglia che alla solennità dei funerali di Stato ha preferito una celebrazione più raccolta. Presente ma solo “come privato cittadino, per richiesta della famiglia, per stare vicino alla famiglia” anche il presidente del Senato Pietro Grasso.

“Da queste morti – ha dichiarato il Cardinale Scola – deve nascere una maggiore responsabilità di educazione civica, morale, religiosa, instancabilmente perseguita da tutte le agenzie educative, dalla famiglia, alla scuola, fino alle Istituzioni”. E il sindaco Giuliano Pisapia, pur sottolineando di tralasciare ogni polemica, ha esortato a trasformare questo momento di lacerante dolore in un momento di “trasformazione positiva”. “Bisogna andare avanti uniti contro qualsiasi tipo di violenza”, ha dichiarato ai giornalisti lasciando il Duomo.

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