La UE mette Google sotto accusa: abuso di posizione dominante. Rischio sanzione del 10% del fatturato

Cominciate cinque anni fa le indagini dell’Antitrust europea: sospetto di abuso posizione dominante per pubblicità e ricerche online

GoogleDopo tante voci che si sono susseguite in questi mesi, sono arrivate da Bruxelles le accuse formali contro Google per abuso di posizione dominante. L’Unione Europea si schiera contro il colosso web. Ma Google non è il solo ad essere sotto accusa. Nell’occhio del mirino c’è anche Android che ha l’obiettivo di rivelare se l’azienda abbia effettivamente abusato di potere con una eventuale posizione dominante nel campo dei servizi operativi per quanto riguarda servizi stessi e applicazioni per smartphone.

Ovviamente non tarda ad arrivare la risposta dall’azienda: “Rispettosamente ma con determinazione, dissentiamo dalla necessità di emettere uno Statement of Objection e siamo pronti a sostenere le nostre ragioni nelle prossime settimane”. E’ Margrethe Vestager, commissario UE alla Concorrenza, a comunicare riguardo la formalizzazione degli effettivi addebiti a Google sui servizi di acquisiti comparativi. “La Commissione ha adottato lo Statement of Objection. La nostra visione preliminare: un trattamento più favorevole di acquisti su Google è un abuso di posizione dominante” scrive la Vestager il 15 Aprile su Twitter.

Per difendersi dalle accuse Google avrebbe all’incirca tre mesi e presentare, quindi, ricorso alla Corte di Giustizia della UE. Nel frattempo, però, la Commissione potrebbe anche porre fine alle pratiche anticoncorrenziali. Inoltre, durante la conferenza stampa per presentare le accuse alla grande azienda, la Vestager ha spiegando che la Commissione Europea sta esaminando anche altri settori per avere una comprensione più approfondita del sistema e delle dinamiche di ricerca. Ma l’azienda dice così “[…] per quanto Google possa essere il motore di ricerca più usato, le persone oggi possono trovare e accedere alle informazioni in molti modi diversi ed è provato che le pretese di danni ai consumatori e ai concorrenti non centrano il bersaglio”.

Comunque, secondo le indagini dell’Antitrust europea il Big G potrebbe essere punito con una sanzione pari al 10% del suo fatturato, ovvero una multa di circa 6milioni di dollari.

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