Terremoto in Nepal: oltre 3700 morti ma il bilancio è destinato a salire. Tra gli italiani due morti e cinque dispersi

L’associazione EV-K2-Cnr riferisce l’impossibilità di quantificare il numero di persone inghiottite dai ghiacci nei crepacci dell’Everest, tra il Campo Base e il Campo 1

nepal-terremotoKathmandu, 27 aprile – Ha superato le 3700 unità il bilancio dei morti accertati, reso noto dalla Polizia in seguito al terremoto in Nepal. Due ulteriori scosse d’assestamento hanno susseguito quella di sabato, rispettivamente di magnitudo 5,6 gradi e 6,7 gradi, quest’ultima ha causato la caduta di una lastra di ghiaccio per 800 metri che si è infranta nuovamente sul Campo Base, dove sabato avevano perso la vita diciotto persone.

Intanto tra gli italiani sarebbero due i morti: Renzo B. e Marco P., travolti da una frana mentre erano impegnati in un trekking a 3500 metri di quota. Lo hanno riferito all’ANSA due loro compagni di spedizione che si trovano a Kathmandu, mentre in un ospedale della capitale vi sono altri due membri dell’equipe Iolanda M., ferita e Attilio D., illeso. Per quanto riguarda i dispersi, Josè Scanu, tecnico del soccorso alpino di Genova e amico di Giovanni Pizzorni, il torrentista che risulta ancora disperso insieme ad altri tre compagni affida le sue speranze alle difficoltà di comunicazione per sperare che i quattro siano ancora in vita e che non riescano a contattare soccorritori e familiari affermando: “Un mio amico inglese è riuscito a mettersi in contatto con le guide nepalesi. La loro spedizione nella zona dell’Everest si è salvata. Gli hanno detto che il Nepal è distrutto e il terremoto si è abbattuto con forza proprio nel Langtang e che ci sono difficoltà enormi per comunicare. Non hanno notizie degli speleologi italiani”. Risulta disperso anche un ventiquatrenne veronese, Giovanni Cipolla, l’ultimo contatto con i familiari risale a poche ore prima del sisma. La famiglia avrebbe già avviato i contatti con la Farnesina.

La scia sismica non si placa: nella notte alle 6.24 locali (le 2.39 italiane), il Centro sismologico mediterraneo europeo (EMSC) ha registrato una scossa di magnitudo 4,2 sulla scala Richter, con epicentro a 42 kilometri ad ovest dalla capitale. Lo stesso EMSC afferma che dopo la prima scossa di magnitudo 7,9 di sabato, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi, e 15 quelle maggiori di 6,5 gradi.

Capitolo sfollati: decine di migliaia di sfollati hanno trascorso la seconda notte in vari centri della vallata colpita dal sisma di sabato; siccome le autorità nepalesi non sono ancora riuscite a distribuire i beni di prima necessità, molte famiglie si sono attrezzate con mezzi di fortuna, racimolando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare. Vi è però il timore del diffondersi di malattie per le scarse condizioni igieniche. Intanto l’aeroporto è stato preso d’assalto dai tanti turisti stranieri, ansiosi di fare rientro a casa, ed inseriti in liste d’attesa.

La Cina intanto, colpita anch’essa dal sisma che ha causato la morte di 21 persone nella regione del Tibet, dove sono state evacuate 24000 persone dalle zone di confine, ha inviato in Nepal una missione umaniaria composta da 58 medici che hanno portato con loro 13 tonnellate di farmaci. Il ministro degli esteri di Pechino Wang Yi ha dichiarato che il Nepal, essendo uno dei paesi meno sviluppati, necessita dell’aiuto della comunità internazionale. “Faremo di tutto per aiutare il popolo nepalese” ha aggiunto il ministro.

I precedenti. Il Nepal fu protagonista di un devastante terremoto il 15 gennaio 1934, quando un sisma di magnitudo 8 spazzo via le città di Kathmandu, Munger e Muzaffarpur con più di 11000 morti.

Intanto l’AGIRE si è già attivata per la raccolta fondi con un numero verde e un servizio online per poter donare una qualsiasi somma di denaro destinata ai soccorsi.

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