CDM, con il nuovo disegno di legge inizia la riorganizzazione dell’ENIT, il futuro sarà nelle sedi diplomatiche.

Lo scorso 16 aprile, Il Consiglio dei Ministri si è riunito a Palazzo Chigi e come riferito nell’ufficiale comunicato stampa del Governo, di cui, qui di seguito, riporto fedelmente alcuni parti, ha approvato una serie di disegni di legge tra cui lo schema contenente “misure di razionalizzazione per la promozione del turismo all’estero e per l’internazionalizzazione delle imprese”.

Le grandi novità sono relative alla riorganizzazione dell’ENIT, Agenzia nazionale per il turismo, per favorire l’immagine unitaria dell’offerta turistica italiana e la sua commercializzazione mediante la rete estera di 25 strutture. Un ulteriore passo per migliorare la diffusione del “prodotto Italia” sarà sfruttare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale, dando la possibilità di esporre presso le sedi delle Ambasciate e dei Consolati, beni ed opere che non sono esposti nel territorio nazionale.

“La proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, del Ministro degli Affari Esteri, del Ministro per il Turismo e del Ministro per la Semplificazione mira a razionalizzare l’organizzazione del personale e contenere le risorse finanziarie e strumentali all’estero dell’Agenzia, applicando le stesse misure di ottimizzazione della governance già sperimentate con la recente riforma dell’ICE, oggi Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Inoltre, si estende la partecipazione alla cabina di regia dell’ex ICE al Ministro con delega al Turismo e al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nonché al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e al Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. Si prevede, inoltre, la partecipazione di un rappresentante del Ministero degli affari Esteri al Consiglio di Amministrazione dell’ENIT”.

Il filo conduttore del Ddl è stato la revisione della dotazione organica senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato, attingendo alle risorse umane, strumentali e finanziarie esistenti.

Uno dei grandi cambiamenti per ENIT all’estero sarà l’integrazione dell’Agenzia con le reti diplomatiche, sul modello di quanto accaduto con l’ex ICE. Il disegno di legge prevede infatti l’assimilazione degli uffici nelle Ambasciate ed a partire dal primo rinnovo del Cda, uno dei membri del Consiglio sarà designato dalla Farnesina.

Attualmente l’Agenzia opera con 25 strutture all’estero e dispone di un organico di 197 unità composto da personale di ruolo e quello a contratto. Oggi la norma fissa in 50 unità il numero di addetti da assegnare all’estero. Secondo i tecnici dell’esecutivo, come spiegato dal Sole 24 Ore, avere un comparto pari ad un quarto dell’attuale, ed iniziare il progressivo assorbimento delle sedi estere dell’ENIT in quelle del ministero degli Affari Esteri, comporterebbe un risparmio pressochè integrale della spesa di funzionamento finora sostenuta nei Paesi stranieri, cifra che oggi ammonta a 12,7 milioni di euro.

Il disegno di legge approvato, come riportato nella relazione del Governo,” prevede per la nuova ICE (vedi articolo 3) un incremento dell’organico, con una maggiorazione del contingente massimo di personale da trasferire dall’ex-ICE alla nuova Agenzia da trecento a quattrocentocinquanta unità.

E’ inoltre prevista una maggiore integrazione delle attività di competenza dell’ENIT e della nuova ICE nell’ambito dei programmi promozionali dell’immagine dell’Italia all’estero. In particolare, nei Paesi in cui l’Enit non è presente, è disposto che le iniziative promozionali siano svolte dalla nuova ICE.”

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