New Edenlandia: braccio di ferro del Comune e la Mostra d’Oltremare contro la cordata di imprenditori, si va verso la rescissione del contratto. Intanto i dipendenti occupano gli spazi del parco

La cordata d’imprese rinuncia alla riapertura anticipata del parco giochi rinviandola alla prossima primavera. La decisione fa infuriare il Comune e la Mostra d’Oltremare, proprietaria dei suoli, che minaccia la rescissione del contratto. Si infiamma anche la questione occupazionale dopo la decisione di confermare la messa in mobilità dei dipendenti di Edenlandia. Scatta la protesta ed in 54 occupano gli spazi dello storico parco divertimenti di Napoli

EdenlandiaNapoli, 1 maggio – Pugno duro della Mostra d’oltremare e del Comune di Napoli contro New Edenlandia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione presa dalla cordata di imprenditori, che lo scorso novembre ha acquistato il parco giochi di Fuorigrotta, di rinviare alla prossima primavera la riapertura anticipata prevista per il 16 giugno 2015 in occasione del cinquantenario del parco divertimenti.

Ultimatum lanciato dalla Mostra d’Oltremare proprietaria dei suoli che attraverso la voce del suo consigliere delegato Giuseppe Oliviero fa sapere che se non saranno rispetti gli impegni presi da parte dei nuovi soci si prenderà seriamente in considerazione la rescissione del contratto. Troppe chiacchiere spese in questi mesi a fronte di pochi fatti. Ad oggi poco o nulla si sa su cosa sarà il nuovo parco giochi in quanto nessun progetto è stato presentato.

Duro attacco anche da parte del Comune che non lascia nessun alibi agli imprenditori che un anno fa si fecero carico dell’impegno di rilanciare Edenlandia. In particolare l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo ribadisce che non sussiste nessun problema riguardo alle autorizzazioni per la riapertura del 16 giugno in quanto sono state rilasciate dal Comune e dalla Soprintendenza in meno di un mese dalla richiesta.

Sul tavolo della discussione c’è anche la delicata questione occupazionale, infatti sembra appeso ad un filo il futuro dei dipendenti del parco che ne attendevano, speranzosi, la prossima riapertura. Il 31 maggio scadrà la cassa integrazione che non potrà essere rinnovata, inoltre lo scorso venerdì è partita la procedura di mobilità per 55 lavoratori che dal 1 giugno saranno licenziati. Di fronte a questo ennesimo schiaffo in pieno volto è subito scattata la protesta dei dipendenti che per mesi hanno sorvegliato le strutture del parco giochi.

La cocente delusione per la mancata riapertura a cui si aggiunge la doccia fredda per la conferma da parte dell’azienda della mobilità e quindi dell’inevitabile licenziamento hanno innescato la scintilla della protesta. 54 dipendenti, sul piede di guerra, si sono barricati all’interno del parco pronti ad un occupazione ad oltranza stanchi delle troppe promesse fatte e non mantenute.

Sono saliti sugli archi di pietra, posti all’ingresso del parco che un tempo erano il simbolo di Edenlandia e sembravano essere una sorta di “porta magica” che consentiva l’accesso ad un modo di divertimento varcato da grandi e piccini ma soprattutto da numerose famiglie pronte a trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria. Quegli archi oggi sono tristemente diventati l’emblema della protesta e della delusione dei lavoratori che da lassù urlano il loro “Basta alle prese in giro e chiedono con forza maggiori garanzie occupazionali”.

Un grido che echeggia assordante come un tuono nell’aria del quartiere di Fuorigrotta dove nasce lo storico parco giochi di Napoli e rompe il malinconico silenzio in cui è caduta da troppo tempo la struttura chiusa al pubblico e abbandonata a se stessa. Da quei cancelli sbarrati da mesi e mesi non si sentono più le simpatiche melodie delle attrazioni e le grida divertite delle persone che affollavano il parco divertimenti che sembrava essere avvolto da un atmosfera fiabesca e appariva come un mondo fantastico incastonato nella realtà a coloro che lo osservavano dall’esterno. Un silenzio che sicuramente a molti provoca una fitta al cuore quando si passa davanti ai quei grandi cancelli gialli chiusi al di là dei quali hanno lasciato molti dei loro piacevoli ricordi fanciulleschi.

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