Birra, e sai cosa bevi. Da oggi c’è BirTa, la birra del Taburno alla mela annurca IGP

Il marchio verrà commercializzato a partire da settembre 2015. Tutti provenienti dal Taburno (nel Sannio) gli ingredienti di questa birra artigianale a filiera corta che punta alla valorizzazione del territorio

Birra_BirtaLa Birra alla mela annurca? Si chiama BirTa e verrà commercializzata a partire da settembre 2015. Nasce così il coraggioso progetto di alcune imprese agricole campane, che hanno deciso di fare rete e tentare di valorizzare il territorio attraverso la creazione di un prodotto artigianale a filiera corta. Questo vuol dire, che tutti gli ingredienti tra cui luppolo, acqua, orzo e mele annurche IGP, provengono tutti dal Monte Taburno, nel Sannio.

Le imprese agricole aderenti al progetto BirTa sono al momento 6 e insistono nei territori di Frasso Telesino, Dugenta, Sant’Agata dei Goti. Coinvolte anche altre realtà, come il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, che avrà il compito di analizzare le varietà di orzo e di luppolo, oltre al polo di Agraria dell’Università di Napoli, che sta mettendo a punto lo sviluppo, su scala pre-competitiva, di un protocollo produttivo per la realizzazione di birre aromatizzate.

Buone notizie per gli agricoltori, ai quali non verrà pagato l’orzo ma parteciperanno ai dividendi della vendita del prodotto. La Campania è la sesta in Italia per produzione di orzo, con un raccolto che nel 2014 è stato di 544mila quintali per 15.160 ettari coltivati. Numeri che in caso di successo di iniziative come queste potrebbero aumentare, visto la crisi del tabacco e il dimezzamento del premio Pac per quanto riguarda la coltivazione di grano duro e seminativo, di cui è piena l’area del Sannio. E buone notizie anche per gli amanti della bevanda bionda più famosa al mondo. Consuma birra quasi un campano su due sopra gli 11 anni (46,3 per cento), circa 2 milioni di persone, ma con un 3,2% di appassionati (quasi 80mila).

A raccontare il progetto è il direttore della CIA Campania Mario Grasso, che afferma: “Con di Birta si fa innovazione sia per il prodotto che per l’organizzazione del lavoro. Si produce con la filiera corta che riduce i passaggi e crea economia di scala. In questo modo si aumenta il valore aggiunto alle imprese agricole”. “Ho scommesso, insieme ad altri imprenditori, per realizzare un prodotto eccellente sui nostri terreni – ha aggiunto Raffaele Amore, Presidente della Cia Benevento e partner del progetto – Con Birta berremo i sapori, il gusto e le tradizioni del nostro meraviglioso territorio”.

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