Elezioni regionali in Campania, Caldoro: “No ai condannati in lista”. Ma qualcuno c’è

Lo aveva dichiarato il governatore uscente pochi giorni fa. A ben guardare la realtà è un’altra e nelle liste che sostengono la sua candidatura, i condannati non mancano. Diversi gli imputati, ma Caldoro per loro è “garantista”

Stefano-CaldoroCon la scadenza per la presentazione delle liste per le elezioni regionali in Campania, avvenuta sabato scorso (vai all’articolo), svanisce il sogno di molti cittadini campani: quello di vedere estromessi i condannati. Non sarà così. Infatti, questi non mancano tanto tra i candidati del centrosinistra quanto del centrodestra.

E proprio per quanto riguarda il centrodestra, il governatore uscente Stefano Caldoro aveva dichiarato pochi giorni fa: “No ai condannati in lista. Per gli imputati valuteremo caso per caso”. Probabilmente si riferiva solo alla lista “Caldoro Presidente”, perchè nelle altre liste che lo sostengono, oltre agli imputati (per i quali Caldoro è “garantista”), i condannati non mancano.

In Forza Italia c’è Gennaro Cinque, sindaco di Vico Equense condannato a 9 mesi in primo grado per tentato abuso d’ufficio e decaduto pochi giorni fa dalla carica di primo cittadino per “incompatibilità”. Nel partito di Berlusconi, tra gli indagati troviamo l’ex sindaco Pd di Avellino Giuseppe Galasso, al centro di due inchieste:  una per l’amianto Isochimica e l’altra per i lavori di ristrutturazione di una clinica.

In Fratelli d’Italia, c’è il consigliere comunale di Napoli Marco Nonno, condannato a 8 anni in primo grado per le devastazioni delle proteste antidiscarica a Pianura. Alberico Gambino, condannato per violenza privata a 2 anni e 10 mesi per avere imposto un’assunzione a un imprenditore, assolto dall’aggravante di aver favorito un clan camorristico di Salerno. Luciano Passariello, figura tra i 17 indagati nell’inchiesta della Dda di Cagliari, sul riciclaggio in Sardegna del denaro dei Casalesi.

Difficile capire perchè non sia arrivato lo stop a tali candidature da parte di Caldoro e soprattutto cosa volesse dire quest’ultimo con la frase: “No ai condannati in lista”. Probabilmente Caldoro ha preferito non forzare la mano con gli alleati e quindi non esercitare alcun veto nei confronti di tali candidature, lasciando le valutazioni ai singoli partiti che lo sostengono.

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