La protesta dei 300 Sindaci contro il governo tra fasce tricolori e faldoni di norme

Sono già 150 le adesioni formali al ricorso al Tar del Lazio che chiederà la dichiarazione di incostituzionalità della Legge Delrio

sindaci contro delrioNapoli, 5 maggio – C’erano per la precisione 324 sindaci provenienti da tutta Italia ieri a Napoli all’adunanza dei “sindaci ribelli” convocata dall’ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che raggruppa oltre 2200 Comuni in tutt’Italia, contro l’accorpamento coatto dei comuni al di sotto dei 5mila abitanti, previsto, nella sua ultima versione, della legge Delrio 56/2014.

Dal sindaco trevigiano di Portobuffolè al sindaco agrigentino di Alessandria della Rocca, dal sindaco piemontese di Marsaglia al sindaco sardo di Perdaxius, dal sindaco abruzzese di Perano al sindaco emiliano di Berceto, c’era l’intero stivale, isole comprese, stamane nell’auditorium del Consiglio regionale della Campania a far sentire le ragioni dei 5700 comuni italiani con meno di 5mila abitanti che rischiano di perdere l’autonomia delle principali funzioni amministrative a partire dal 1 Gennaio 2016.

Fasce tricolori e faldoni di norme per rappresentare la protesta –  Una protesta colorata dalle fasce tricolori con cui ogni sindaco si è presentato a Napoli e “misurata” anche dalla mole di norme del codice degli appalti (esibita in due enormi carrelli con trenta scatoloni al centro della sala) a dimostrazione delle mille difficoltà burocratiche con cui si confrontano ogni giorno i sindaci.  Eppure i “piccoli” sono i più virtuosi nella spesa. Questo il coro unanime dell’adunanza napoletana suffragato dai dati di spesa elencati dal presidente di Asmel, Francesco Pinto, e dal presidente dell’ANCPI, Franca Biglio.

Dati di spesa che sono alla base del ricorso amministrativo dei piccoli comuni che, dopo la dichiarazione di incompetenza del Tar Campania, sarà ripresentato nei prossimi giorni al Tar del Lazio con un numero molto più nutrito di ricorrenti. Rispetto agli iniziali 5 comuni campani ad oggi sono già 150 le delibere formali di adesione al ricorso da parte di altri comuni di tutto il territorio nazionale.

Il ricorso al Tar del Lazio attaccherà formalmente un atto amministrativo ministeriale, la circolare del Ministero dell’Interno (12 Gennaio 2015) che ha previsto il commissariamento per i comuni inadempienti alla norma sull’accorpamento coatto delle funzioni comunali, ma conterrà in realtà un attacco ben più ampio alla norma sull’accorpamento coatto con una richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale per la verifica di costituzionalità.

La battaglia contro l’accorpamento coatto – L’accorpamento coatto dei piccoli comuni, è un provvedimento varato nel 2010 dall’ultimo governo Berlusconi ma che non è mai riuscito a trovare attuazione. Nella sua ultima versione (legge 56/2014) prevede l’obbligo per i comuni con meno di 5mila abitanti di esercitare in forma associata (con unione da almeno 10mila abitanti) le funzioni fondamentali.

Lascia un commento

2 × 1 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.