Napoli, musei in crisi. L’arte va in fumo.

Come i contemporanei di Van Gogh e Picasso facevano difficoltà a comprendere la loro arte, anche oggi, a molti di noi, nel guardare le opere dei nuovi artisti, viene da torcere il naso. L’indifferenza verso queste opere legata alla crisi economica sta portando i musei a chiudere i battenti, specie quelli di Napoli.

Il direttore del Cam (Contemporary Art Museum) di Casoria, Antonio Manfredi, ha iniziato una protesta lo scorso mercoledì, bruciando, con il consenso dell’artista, una tela di Séverine Bourguignon, al fine di attirare l’attenzione delle istituzioni a cui chiede soldi e spazi per mantenere aperto il museo. Ha assicurato che continuerà la protesta, ogni giorno bruciando una tela diversa, finché non otterrà una risposta.

Nel contempo, il direttore del Madre (Museo d’Arte contemporanea DonnaRegina), Eduardo Cicelyn dice di non avere risorse per tenere aperto il museo dal primo maggio in poi; non ci sono abbastanza soldi per pagare gli stipendi e i dipendenti sono a rischio cassa integrazione. Da oggi, inoltre, verranno chiusi il secondo e il terzo piano del museo, restando aperto soltanto il primo dove ci sono alcune opere che fanno parte della collezione permanente del museo e non hanno mostre in programma nei prossimi mesi. Non bene se la passa il Pan, il Palazzo delle Arti di Napoli.

Insomma non è un buon periodo per i musei di Napoli e nemmeno per l’arte contemporanea, a cui non viene riconosciuto il giusto valore; sono le conseguenze della crisi economica che incombe su tutti i settori, compresa la cultura. E se l’arte è espressione della società, noi, da qui a breve, riusciremo ad ammirare solo porte sbarrate e tele bruciate, un’immagine che temiamo rappresentarci a pieno.

Lascia un commento