Stop al vitalizio per i deputati condannati per mafia e corruzione

FI e M5s contrari alla delibera abbandonano la seduta. La sospensione dei vitalizi non sarà applicata  per i deputati riabilitati dal Tribunale. Grillo: “noi una legge così non voteremo mai perché c’è l’inghippo dentro”

Grasso-BoldriniGrande soddisfazione per il Presidente della Camera e del Senato che congiuntamente hanno lavorato per mettere lo stop ai vitalizi ai parlamentari condannati per reati gravi. Il presidente della Camera Boldrini ha commentato il risultato ottenuto ieri dicendo che –“è stato fatto quello che chiedevano i cittadini”. Grasso, presidente al Senato, si è lasciato andare al cinguettio su Twitter: “#Senato approva delibera #stopvitalizi: un segnale forte, significativo e concreto dalle Istituzioni ai cittadini. Un bel segnale”.

Ad approvare per primo, nel pomeriggio di ieri la delibera che blocca la corresponsione dei vitalizi agli ex deputati condannati per reati considerati gravi, è stato l’Ufficio di presidenza di Montecitorio. A votare a favore il Pd, Sel, Sc, Fdi e Lega. Fi e M5s hanno invece lasciato la seduta per esprimere il loro dissenso. A non votare, senza però lasciare la seduta, anche i rappresentanti di Ap.

Dopo un momento di incertezza ed un rinvio della seduta a Palazzo Madama, si è giunti all’approvazione anche all’Ufficio di presidenza del Senato con i voti favorevoli di Pd, Lega e Sel. Con l’approvazione della delibera vengono di fatto aboliti i vitalizi per quei parlamentari che si sono resi colpevoli di reati di mafia, terrorismo e reati contro la pubblica amministrazione, fatta eccezione per l’abuso d’ufficio, e che abbiano avuto una condanna definitiva superiore ai due anni. Vengono aboliti i vitalizi anche per tutti i parlamentari condannati per altri reati la cui pena sia stata superiore ai 6 anni.

Non mancano certo le polemiche su di una delibera rivista più volte dopo mesi di discussione e reclamata da 500mila firme di cittadini raccolte sul web e che ricalca l’impostazione della legge Severino. Primo fra tutti “l’inghippo” sulla riabilitazione dei parlamentari, così come rimarcato dal leader del M5s. L’accusa fatta al movimento di aver abbandonato la seduta nonostante la delibera abolisse i vitalizzi ad una parte della casta così tanto contestata dai cinque stelle, viene spiegata dallo stesso Grillo, che si difende affermando che – “i vitalizi vanno abrogati e basta” e che il movimento non voterebbe mai una legge che al suo interno contenga qualche scappatoia.

La sospensione del vitalizio, misura adottata dall’Ufficio di presidenza previo accertamento dei relativi presupposti, non si applica infatti a parlamentari riabilitati. Si consente in questo modo ai deputati riabilitati, ovvero che hanno ottenuto dal Tribunale l’estinzione degli effetti penali della condanna dopo aver estinto la pena, di chiedere che gli venga ripristinata l’erogazione del vitalizio.

Il centro destra ha contestato invece la procedura alla base, spiegando che una delibera non basta e che occorre invece che venga fatta una legge ad hoc. Significativo il commento del deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto: -“Forza Italia è ovviamente favorevole a rivedere il meccanismo del vitalizio ai parlamentari condannati per reati di rilevante gravità, ma bisogna intervenire con una legge e rispettare così le regole”.

Non si è spenta neppure la discussione dei costituzionalisti ascoltati in questi mesi dagli uffici di presidenza del Parlamento di Camera e Senato. La delibera viene definita da molti anticostituzionale in merito alla retroattività dell’applicazione e che lede il diritto acquisito.

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