Stop alla “movida fuorilegge” nel centro storico di Napoli

Situazione incontrollabile quella a piazza Bellini, soprattutto durante la notte: frastuono assordante fino all’alba, vendita di alcolici ai minori, risse continue e spaccio di sostanze stupefacenti. I cittadini della zona, esasperati dalle troppe notti insonni ricorrono ad esposti e petizioni e chiedono di limitare il rilascio delle licenze per bar e locali

Piazza BelliniNapoli, 8 maggio – “La zona è diventata invivibile a causa della eccessiva presenza, assolutamente incontrollata, di migliaia di persone” questa è solo una parte del lungo ed articolato esposto presentato alla Procura e consegnato anche al Prefetto e al Questore da parte dei cittadini residenti nel centro storico di Napoli esasperati da una situazione arrivata al limite del sopportabile e che sta sfuggendo di mano sempre più alle autorità preposte al controllo della zona.

Sotto accusa la movida di piazza Bellini, sita nel cuore della città e che tradizionalmente rappresenta un punto d’incontro per tantissimi giovani che, soprattutto nel week-end, trascorrono serate all’insegna dell’allegria, forse troppa. E’ proprio questo il nodo della questione, infatti, secondo gli abitanti della zona è durante la notte che la situazione degenera e si assiste inermi al peggio del peggio. Quell’allegria, tratto peculiare della spensieratezza giovanile, con l’aiuto di fiumi di alcool e di sostanze stupefacenti si trasforma in qualcos’ altro e sfocia nell’inciviltà.

E’ con il calare della notte che la piazza si trasforma in una sorta di palcoscenico dove va in scena lo show dell’illegalità: superalcolici venduti a prezzi stracciati ai giovanissimi, spesso minorenni, un assordante e continuo frastuono che arriva dalla strada e determinato da concerti spontanei con tamburi e altri strumenti oltre gli orari consentiti, frequenti risse accompagnate da urla e schiamazzi e lo spaccio di droga all’aperto con decine di pusher che si mettono in fila in via San Sebastiano e davanti a Port’Alba.

Tutto ciò procura notti insonni ai cittadini che abitano nei dintorni e che ormai sono sull’orlo di una crisi di nervi. Così hanno deciso di mettere un freno a questa situazione ormai alla deriva e sono ricorsi, attraverso i comitati “Bellini” e “Quiete pubblica”, all’arma degli esposti e delle petizioni con l’intenzione di mettere la parola fine a questo scempio.

La richiesta è quella di limitare il rilascio delle licenze per bar e locali. Inoltre Gianni Citarella del comitato “Quiete pubblica” ritiene necessario l’intervento del primo cittadino di Napoli: “Il sindaco deve intervenire. In altre città sono stati emanati provvedimenti urgenti come la limitazioni dell’orario di apertura dei locali. Se un bar chiudesse alle 24 anziché alle 3 del mattino, sarebbe una soluzione che porterebbe benefici ai residenti, ma anche alla salute dei giovani”.

Intanto, un gruppo di cittadini residenti in via Costantinopoli, piazza Bellini e nelle strade limitrofe ha raccolto circa 80 firme per chiedere una sorta di secessione. Queste è quanto recita la petizione “Alla luce delle gravi e perduranti situazioni di incontrollata illegalità preso atto della latitanza e dell’incapacità delle autorità preposte al rispetto della legalità nel territorio della Quarta municipalità, di cui si sentono abitanti periferici, chiedono di essere inseriti nella Seconda municipalità, del cui territorio sono parte integrante”.

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