Scontrini fiscali, a Napoli è evasione totale. In tutta Italia non va meglio

Scontrini ed evasione fiscale, in più della metà dei negozi italiani si verificano irregolarità

scontrino fiscaleAdnkronos lancia l’allarme scontrini: il 51% degli esercizi commerciali non emette ricevuta fiscale. A testimoniarlo un’indagine condotta dal 1 aprile al 1 maggio 2015 insieme a diverse associazioni di categoria e dei consumatori. Una situazione che, anche se con percentuali diverse, caratterizza l’Italia da Nord a Sud. A Napoli si parla di un’evasione totale dell’80%.

Bar, ristoranti, negozi di alimentari e anche alberghi, l’evasione fiscale si rivela un fenomeno diffuso in diversi settori. Gli ultimi dati dei controlli della Guardia di Finanza aggiornati al 2014 parlano di irregolarità del 32,5% dei casi. Una percentuale che in un anno è aumentata quasi del doppio.

Spostandoci da Regione a Regione i risultati tendono a variare. Si parte dal Sud con l’80% dell’evasione fiscale a Napoli e il 65% a Bari, fino al Nord dove a non fare lo scontrino sia a Milano che a Torino sono il 40% dei negozianti. Per la capitale Adnkronos ha registrato invece il 60% di irregolarità. Mentre la città con la quota di evasione fiscale più bassa (20%) si conferma ancora Genova. Rispetto al 2014 sono aumentate del 10% le irregolarità in Piemonte e Lombardia. Stabile la situazione per il Lazio e la Campania, come hanno rilevato le Fiamme Gialle.

Le forze dell’ordine in questi casi sono tenute ad intervenire con delle sanzioni solo a carico del commerciante che non ha emesso lo scontrino e non del cliente. Un motivo in più che spinge molti cittadini a lasciar correre e a non chiedere la ricevuta fiscale.

È anche per contrastare questo fenomeno che si progetta il nuovo decreto legislativo fiscale approvato a fine aprile dal Consiglio dei Ministri. Gli scontrini fiscali, secondo il dlgs appunto, potranno essere sostituiti con fatture digitali che consentiranno una maggiore tracciabilità dei pagamenti. “Possiamo superare gli scontrini con una maggiore tracciabilità dei pagamenti: abbiamo l’opportunità di accompagnare maggior equità e calo della pressione fiscale.”, ha detto presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria Giacomo Portas. Il decreto, che con tutta probabilità entrerà in vigore nel 2017, per il settore privato non impone la fattura digitale, che quindi in questi casi resta “facoltativa e non obbligatoria”.

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