Fuorigrotta: notte brava finisce nel sangue, uccisa una giovane prostituta

Tre ragazzi protagonisti di una notte folle sfociata nell’omicidio di una giovane prostituta. Gli inquirenti stanno cercando di far chiarezza sulla dinamica dei fatti esaminando le immagini di una telecamera di sicurezza di un distributore di benzina nei pressi del luogo dove è avvenuto l’omicidio. Sui tre ragazzi gravano accuse gravissime

omicidio prostitutaNapoli, 12 maggio – Venerdì scorso una folle notte di bravate, iniziata con una serata in discoteca bevendo alcol e sniffando cocaina, si è conclusa nel peggiore dei modi sfociando nel sangue. A farne le spese è stata Antonia Osaf, una prostituta nigeriana di 23 anni, brutalmente assassinata con una coltellata al cuore. L’episodio è accaduto nei pressi di via Terracina, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, dove la ragazza si prostituiva; ed è proprio qui che ha incontrato i suoi carnefici.

Questa assurda vicenda che ha dell’incredibile porta la firma di 3 giovani ragazzi. Si tratta di Raffaele Velluso, di 21 anni e padre di una bambina, Gennaro Bitonto, studente di appena 19 anni e Antonio Di Perna, anche lui 19enne e dipendente di un’azienda di rimessaggio. Tre ragazzi normalissimi che si sono resi protagonisti di una storia che nella dinamica dei fatti ricorda le notti folli e violente di un celebre film di Stanley Kubrick: Arancia Meccanica.

Sarebbe stata la mano di  Antonio Di Perna ad impugnare il coltello con cui è stata uccisa la giovane prostituta. Gli avvocati che assistono il giovane fanno sapere che il ragazzo fino a ieri mattina aveva difficoltà nel ricostruire l’esatto susseguirsi dei fatti in quanto ancora intontito dagli effetti dell’alcol e della droga. Intanto tutti e tre i ragazzi sono stati sottoposti ai test per verificare la presenza di alcol e sostanze stupefacenti, anche se l’esito sembra scontato.

A chiarire come sono andate realmente le cose saranno le immagini di una telecamere di sicurezza di una pompa di benzina sita nei pressi del luogo dove è avvenuto l’omicidio. Attualmente i filmati sono al vaglio del pm Clelia Mancuso che sta seguendo le indagini.

Le riprese sembrerebbero mostrano due dei tre giovani avvicinarsi ad alcune prostitute mentre il terzo, probabilmente Di Perna, resta in auto. Improvvisamente scoppia un parapiglia, forse dovuto al rifiuto delle donne di accompagnarsi ai ragazzi in quanto troppo ubriachi. E’ a questo punto che interviene Antonia, la vittima, mentre Di Perna scende dall’auto, poi torna verso la macchina, la apre e prende qualcosa, probabilmente l’arma del delitto. Poi si vede la ragazza accasciarsi al suolo mentre in due gli strappano la borsa. Tuttavia le immagini sono poco chiare ma gli inquirenti stanno lavorando per migliorare la qualità dei filmati in modo da far luce sulla dinamica dei fatti.

Inoltre la versione di Velluso e Bitonto in molti punti contrasta con quella di altre testimoni. I due ragazzi infatti hanno raccontato al loro avvocato Michele Sanseverino che la loro intenzione non era quella di fare una rapina ma di andare a prostitute e di non aver accoltellato la povera Antonia. Inoltre aggiungono di aver incontrato Di Perna in un bar di Pozzuoli, venerdì sera, il quale gli ha chiesto un passaggio per tornare a casa. Poi si sono fermati in via Terracina dove è avvenuto l’omicidio. Successivamente il gruppo si è nuovamente diviso: Bitonto è tornato a casa mentre Velluso è andato a dormire da Di Perna, ignari del fatto che la ragazza fosse morta. Infatti raccontano di essersi resi conto di ciò che era accaduto tramite le notizie apparse sui siti internet e spinti dai loro familiari si sono costituiti alle forze dell’ordine.

Nella giornata di domenica è stata ritrovata l’arma del delitto: il coltello con cui e stata uccisa Antonia, rinvenuto semi-nascosto nella vegetazione a pochi metri dal distributore di benzina dove è avvenuta la tentata rapina. I tre ragazzi molto probabilmente hanno cercato di disfarsene durante la fuga lanciandolo nell’erba. Il coltello, ora, è nelle mani degli agenti della Scientifica che si occuperanno dei rilievi alla ricerca di impronte e tracce biologiche riconducibili ai tre ragazzi fermati su cui gravano accuse gravissime.

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