Gli studenti boicottano le prove Invalsi: “Non siamo numeri e crocette”. Giannini: “Inacettabile speculazione”

Alta adesione alla protesta dopo il flash mob della Rete degli Studenti, andato in scena tra la notte dell’11 e 12 maggio davanti al Miur. Ieri il 20% degli studenti, secondo dati forniti da Invalsi stesso, avrebbe boicottato i test. I Cobas che pure erano per il boicottaggio, ora pensano allo sciopero degli scrutini

boicottaggio_invalsi“Le prove Invalsi non servono a valutare l’efficacia educativa della scuola pubblica sui ragazzi”. Con questa motivazione, la Rete degli Studenti aveva organizzato un flash mob notturno tra l’11 e il 12 maggio davanti alla sede del Miur. Secondo i dati forniti da Invalsi stesso, la protesta è servita. Infatti, ieri durante la somministrazione dei test, il 20% degli studenti ha scelto di boicottarli.

Non è mancata la reazione del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che ha accusato gli insegnanti di manipolare gli alunni, dicendo: “Il sabotaggio del Test Invalsi è stato un fatto molto grave. Fortunatamente – ha aggiunto al termine dell’incontro con i sindacati sulla riforma della scuola – non è stato un calo così sensibile, siamo arrivati all’80%. Strumentalizzare questa questione significa speculare sul futuro dei ragazzi”.

Le prove Invalsi, che sono i test del Sistema Nazionale per la valutazione del sistema dell’Istruzione, avrebbero dovuto svolgersi il 5 maggio ma erano state rimandate per via dello sciopero del personale scolastico contro il ddl di riforma della scuola. Esse servono per valutare il livello di preparazione degli studenti italiani di alcune classi di elementari, medie e superiori. Contro questi test ci sono state diverse proteste tra studenti, insegnanti e genitori. I dubbi si concentrano principalmente sul metodo utilizzato (ad esempio le domande a risposta multipla) e sul peso che avrebbe la valutazione delle prove sul curriculum di studenti e docenti.

Skuola.Net fa sapere che è stato attivato lo sportello SOS per difendere gli studenti da eventuali ritorsioni e illegittime sanzioni. Soddisfazione per il boicottaggio, è stata espressa anche dai Cobas, che ora pensano subito a mettere in campo altre azioni di protesta. Se Renzi non ritirerà il ddl di riforma della scuola, fanno sapere che, “potrebbe esserci lo sciopero degli scrutini e una manifestazione domenicale di tutti i lavoratori/trici e dei cittadini in difesa della scuola pubblica”.

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