Migranti, ok dell’UE al nuovo piano d’azione: saranno accolti in quote prestabilite

Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca non sono d’accordo. In Campania intanto scoppia una protesta per mancanza di fondi pubblici

migrantiLa Commissione europea dice sì alla nuova Agenda sull’immigrazione. Nella giornata di ieri è stato approvato il piano dell’UE che prevede di ristabilire i termini dell’emergenza migranti. Il piano dovrebbe andare in porto entro la fine dell’anno. 25 e 26 giugno previsti nuovi vertici a Bruxelles per discutere delle quote di distribuzione degli immigrati tra gli Stati membri.

“Il muro di Dublino” potrebbe definitivamente crollare. Il sistema secondo il quale il primo Paese d’approdo è tenuto ad offrire ospitalità ai migranti sembra adesso vacillare. L’Agenda europea infatti parla di una nuova “chiave di distribuzione” dei richiedenti asilo. L’Italia, al terzo posto nella classifica dopo Francia (14,17%) e Germania (18,42%), accoglierà l’11,84% dei migranti.

Quattro i parametri su cui si basa il calcolo delle quote di redistribuzione tra gli Stati membri: la popolazione complessiva, il Pil totale del 2013, il numero di richieste di asilo dal 2010 al 2014 e il tasso di disoccupazione stimato nel 2014. In questo modo si prospetta “un’equa ripartizione dei migranti su base obbligatoria”, secondo le parole del Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

L’Agenda, ha dichiarato il commissario Ue agli Affari Interni Dimitris Avramopolous, “è la risposta concreta alla necessità immediata di salvare vite umane e assistere i Paesi in prima linea con azioni coraggiose, come la maggior presenza in mare di navi coordinate da Frontex, i 60 milioni di euro stanziati per gli aiuti di emergenza e un piano d’azione che dispone provvedimenti seri contro coloro che si arricchiscono sfruttando la vulnerabilità dei migranti”.

Tra le azioni ad effetto immediato del piano, infatti, compare una nuova operazione navale contro i trafficanti di esseri umani. Un’operazione che per la maggior parte riguarderà la Libia e che già sul nascere desta accese polemiche. Sulla bozza del documento che verrà presentato lunedì ai Ministri degli Esteri Ue si legge: “Cattura e/o distruzione delle strutture che consentono il contrabbando, nelle acque libiche, all’ancora, attraccate o a terra”. Il governo di Tobruck però, rivendicando la sovranità dello Stato, ha intimato a “tutte le imbarcazioni a non entrare nelle acque territoriali libiche se non dopo un coordinamento con gli organi competenti”.

E dissensi arrivano anche da Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca che riguardo la questione delle quote non sembrano disposte a cedere. “Un simile approccio – dice il Ministro britannico dell’Interno Therese May – non può che favorire la traversata del Mediterraneo e incoraggiare ancora più persone a mettere le loro vite in pericolo”. L’Ue ha per questo concesso ai tre Stati l’opzione di opt-out, per cui entro 3 mesi dalla presentazione del piano potranno liberamente scegliere se partecipare o no.

Nelle stesse ore in cui a Bruxelles si sono decise le sorti degli immigrati tentando di ristabilire gli equilibri in Europa, a Varcaturo in Campania una protesta ha sconvolto il centro di accoglienza per immigrati “Onde del Mare”. Gli ospiti della struttura gestita dalla cooperativa “Family & family onlus” all’arrivo degli agenti di polizia per i controlli di routine si sono barricati nel centro impedendogli l’accesso.

La causa scatenante sembra essere il mancato pagamento del “poket-day”, un sussidio di 2,50 euro al giorno che gli immigrati usano per le spese di prima necessità. A quanto pare la cooperativa, che da circa un mese non paga gli immigrati, a sua volta da tempo non riceve i fondi pubblici a cui ha diritto. All’arrivo dei rinforzi le forze dell’ordine hanno arrestato quattro immigrati coinvolti, mentre due extracomunitari sono riusciti a scappare.

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