L’Italia fuori dalla recessione, il Sud resta al palo

Ritornano a crescere i consumi ma le famiglie del Sud spendono circa il 70% in servizi di prima necessità

istatIl reddito famiglie si stabilizza per la prima volta dal 2008; il fatturato delle imprese, registra un miglioramento, con un incremento di almeno l’ 0,8%. Al contrario, continua a soffrire il mercato del lavoro. Ma in tutto questo l’Italia è fuori dalla recessione nonostante le fragilità di una ripresa instabile e un Sud in involuzione.

Nel primo trimestre del 2015, nei paesi più avanzati si evidenzia che Pil nel nostro paese è cresciuto dello 0,3% grazie all’azione di stimolo esercitata dalla politica monetaria, dal calo del prezzo del petrolio e, per l’Uem, dal deprezzamento del cambio, dopo cinque trimestri negativi. Dai dati rilevati dall’Istat, il Sud resta indietro, situazione instabile legata alle condizioni di salute, alla carenza di servizi, dal disagio economico e tanti altri fattori.

Da notare che le famiglie del Sud spendono circa il 70% in servizi di prima necessità rispetto alla media nel resto del Paese. Segnale positivo, è la crescita dei consumi delle famiglie che porta alla stabilizzazione del reddito familiare, dopo il marcato calo degli ultimi due anni. Questo miglioramento è dovuto al reddito disponibile in termini reali dalle famiglie consumatrici, cioè il loro potere di acquisto, che si è stabilizzato. Altra ripresa è avvenuta nell’ambito delle imprese, dove un’impresa con almeno 20 dipendenti su 2 del settore manifatturiero ha aumentato dell’0,8% il fatturato totale.

Nota dolente per quanto riguarda il lavoro, dove le aziende non hanno fatto decollare la domanda di lavoro nelle imprese, e l’unica forma contrattuale che sembra non esser stata travolta dalla crisi è il part-time che porta via  il 18% degli occupati under 35 specialmente, studenti e stranieri, anche se – registra l’Istat – per 2 lavoratori su 3 questa esperienza è involontaria, dettata da mancanza di occasioni lavorative o poco tempo a disposizione.

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