Legge Severino: De Magistris e De Luca tremano. Entro venerdì la sentenza della Cassazione

La Suprema corte, dopo un ricorso presentato dal “Movimento per la difesa del cittadino”, è chiamata a decidere se la competenza per applicare la norma è dei giudici ordinari o del Tar

vincenzo-de-luca-regionaliPotrebbe essere noto entro venerdì mattina il verdetto della Cassazione sulla legge Severino, chiamata ad esprimersi dopo un ricorso presentato dal Movimento per la difesa del cittadino, in merito al reintegro da parte dei giudici amministrativi, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

De Magistris fu sospeso dalla carica di sindaco in virtù della Severino nell’autunno 2014, per abuso d’ufficio nel processo Why Not. Poi reintegrato, dopo il ricorso, prima dal Tar per “non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 235” (vai all’articolo). Sentenza poi confermata anche dal Consiglio di Stato contro gli appelli presentati dal governo Renzi e da diverse associazioni. Con la sentenza della Cassazione, che ricordiamo è attesa per venerdì, probabilmente De Magistris sarà costretto a preparare un nuovo ricorso ma nel frattempo dovrebbe poter rimanere in carica.

Diversa la questione per Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno e candidato presidente del Partito Democratico alle elezioni regionali in Campania. De Luca, da sindaco è stato sospeso per effetto della Severino poichè condannato per abuso d’ufficio per irregolarità in merito alla costruzione dell’inceneritore di Salerno (vai all’articolo). Un provvedimento che pende tuttora sulla sua eventuale nomina a presidente della Regione Campania. Appare chiaro che se la Suprema Corte affiderà al tribunale ordinario l’ultima parola sull’applicazione della legge Severino, De Luca potrebbe avere la strada in salita per insediarsi nel nuovo incarico, poiché sospeso fino a un massimo di 18 mesi in virtù della legge stessa.

Non solo una vicenda puramente giuridica quella che va profilandosi, ma anche politica in vista del voto di domenica. Una vicenda, che secondo alcuni starebbe dando non pochi pensieri al premier Renzi, che non meno di una settimana fa era sceso in campo affianco dell’ex sindaco per la campagna elettorale, manifestandogli la vicinanza del partito.

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