La UE apre le porte a 40mila migranti

Per far fronte all’emergenza immigrazione vince la strada della cooperazione. Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda chiedono l’esenzione dal piano

migrantiL’Ue approva l’agenda proposta il mese scorso per gestire l’emergenza migranti. Dall’Italia in due anni saranno 24mila gli immigrati che verranno ricollocati. 16mila invece dalla Grecia. In prima fila i cittadini siriani ed eritrei.

40mila migranti, circa il 40% del totale dei richiedenti asilo arrivati in Italia e in Grecia, saranno ricollocati in Europa. Un tetto fissato dalla Commissione europea perché, come spiega il commissario Ue all’Immigrazione Avramopoulos, “di meno non avrebbe aiutato Italia e Grecia, di più non sarebbe stato accettato dagli altri paesi”. Tra questi Danimarca, Gran Bretagna e per ora anche Irlanda hanno richiesto un’esenzione.

“La Commissione europea, accogliendo i punti chiave delle nostre richieste, ha finalmente aperto una breccia nel muro dell’egoismo e dell’indifferenza costruito in questi anni”, il commento del sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi. E nell’attesa della decisione definitiva il 15 giugno al Consiglio dei ministri Ue degli Affari interni e il 26 giugno al vertice dei leader, si iniziano a chiarire i punti del piano.

Stando al calcolo delle quote di distribuzione si prevede che la Francia accolga il 16,88% dei richiedenti asilo, la Germania il 21,91% e la Svezia il 3,42%. Per la Spagna, invece, le cifre sono leggermente cambiate rispetto alla proposta del 13 maggio: dal 9,1% al 10,72% ora approvato.

I 40mila profughi con “chiare necessità di protezione internazionale” verranno scelti in base alla loro nazionalità, dando la precedenza ai siriani e agli eritrei giunti in Italia e in Grecia dopo il 15 aprile 2015. E per ognuno di loro gli Stati che li accoglieranno riceveranno un sussidio di sei mila euro, per un totale di 240 milioni. La ridistribuzione sarà obbligatoria e potrà essere bloccata solo per motivi di ordine pubblico.

“Vogliamo avere una solidarietà minima. La solidarietà non si può dare a dosi. Il nostro piano di oggi è ben equilibrato”, ha continuato Avramopoulos ricordando agli Stati membri l’articolo 78 dei Trattati che prevede soluzioni di emergenza in caso di crisi.

Tra gli altri cardini del piano, la raccolta delle impronte digitali dei migranti al loro arrivo in Europa; nuovi centri di accoglienza, gli “hot spot”, in cui lavorerà il personale dell’Easo (l’Agenzia europea per la gestione delle richieste d’Asilo), il Frontex e l’Europol. In più si affaccia la proposta di ricollocare in Europa anche 20mila profughi attualmente fuori dai confini.

L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri Federica Mogherini a proposito ha dichiarato: “Stiamo intensificando la nostra cooperazione con i Paesi di origine e transito e con quelli che ospitano i rifugiati, non solo per sostenere la capacità di accoglienza, ma anche per affrontare alla radice le cause delle migrazioni: povertà, guerra, persecuzioni, violazioni dei diritti umani e disastri naturali”. Il premier Renzi ha poi aggiunto: “L’Italia ha il dovere di risolvere il problema, insieme all’Unione Europea”.

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