Si spaccia per il cugino del sindaco de Magistris, la Procura di Napoli indaga sulla vicenda

Con la falsa identità del cugino del sindaco di Napoli Luigi de Magistris appariva un imprenditore fidato ai suoi interlocutori. La Procura di Napoli ha aperto un’indagine a carico di ignoti per accertare il reato di sostituzione di persona, de Magistris sarà ascoltato come parte lesa

De Magistris Consiglio di StatoNapoli, 29 maggio – “Piacere sono il cugino del sindaco Luigi de Magistris”; è in questo modo che un uomo si presentava in occasioni pubbliche: eventi, convegni e manifestazioni stringendo mani numerose persone spacciandosi per un vicino parente del primo cittadino di Napoli, come una sorta di biglietto da visita, che gli consentiva di apparire agli occhi dei suoi ignari interlocutori come un imprenditore fidato in ragione di quella illustre parentela.

Si tratta di una bizzarra vicenda che sembra assumere i tratti della commedia invece è una delicata questione che sta provocando qualche grattacapo al “vero” Luigi de Magistris. Un’ulteriore gatta da pelare per il sindaco del capoluogo campano preso già da non poche preoccupazioni legate agli effetti della legge Severino che mettono in discussione la sua carica, in questi giorni nuovamente in bilico, dopo la sentenza della Cassazione che ha disposto la competenza del giudice ordinario.

La vicenda è stata mal digerita dall’ ex magistrato che ha fatto scattare subito la denuncia e sarà ascoltato, come parte lesa, nell’ambito di un’indagine, al momento a carico di ignoti, aperta dal pm Raffaello Falcone e il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli  per accertare il reato di “sostituzione di persona” avanzato come ipotesi in un esposto a firma del “vero” sindaco.

Secondo alcune testimonianze, la falsa identità del cugino del sindaco appare credibile in virtù di una spiccata somiglianza con Luigi de Magistris, quello vero, che, fino ad oggi, ha mantenuto, uno stretto riserbo sul caso anche se da tempo le preoccupazioni legate a questa storia cominciavano a filtrare dagli uffici comunali dove qualcuno avrebbe confermato al sindaco la storia del falso cugino.

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