Aumenta il prezzo dei farmaci anticancro, chiesto fondo nazionale

Farmaci funzionali ma anche costosi e per garantire una cura efficace gli oncologi italiani hanno chiesto la creazione di un Fondo nazionale

farmaci anticancroNel 2014 si sono registrati in Italia 365.500 nuovi casi di tumore, circa 1.000 al giorno, di cui 196.100 (54%) negli uomini e 169.400 (46%) nelle donne. Alla fine degli anni ’70 solo poco più del 30% dei pazienti sconfiggeva la malattia. Negli anni’90 era quasi il 47%, oggi si arriva al 60% circa. In 40 anni le guarigioni sono raddoppiate. E nel 2015 sono ormai circa 3 milioni circa  gli italiani con alle spalle una diagnosi di cancro (il 4,9% dei connazionali), il 17% in più rispetto al 2010. Difronte a queste cifre, l’Italia ha retto grazie ai sistemi di rimborso concordati con l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco).

L’aumento delle cure terapeutiche ha creato un vortice virtuoso, che rischia di interrompersi se non si crea un Fondo nazionale per l’oncologia, una richiesta che è arrivata dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), durante il 51esimo Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago.

Poiché Il tetto della spesa farmaceutica territoriale è stato ridotto e portato all’11,35% del Fondo sanitario nazionale, quello dell’ospedaliera è al 3,5%. La maggior parte dei farmaci anti-cancro rientra fra quelli ospedalieri e nel 2014 il tetto è stata superato attestandosi intorno al 4,5%. La copertura economica si sta stringendo in maniera consistente, da qui l’esigenza immediata di un fondo nazionale farmaceutico svincolato per garantire ai pazienti un trattamento migliore.

Inoltre si dovrebbero stabilire tre fasce di costo in rapporto al valore. Nella prima andrebbero inclusi i farmaci che garantiscano un prolungamento di oltre un terzo dell’aspettativa di vita. A seguire la fascia intermedia e nell’ultima rientrerebbero quelle terapie che offrono un prolungamento inferiore al 15% dell’aspettativa di vita.

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