“Belli”, “impresentabili” e super votati, da Lady Mastella ad Alberico Gambino

La mossa della Commissione parlamentare Antimafia di pubblicare i nomi si rivela inefficace. Per la Bindi, oltre il danno (le denunce ricevute da De Luca e Lonardo), c’è la beffa

Rosy BindiAlla fine si è rilevata inefficace la decisione della Commissione parlamentare Antimafia, di pubblicare i nomi degli impresentabili (cioè di coloro che non avrebbero requisiti etico-morali), alle elezioni regionali 2015. Infatti, sono migliaia le preferenze ricevute dai candidati, che pur finendo nella lista della Commissione presieduta dall’onorevole Rosy Bindi (Pd), hanno avuto il loro bel successo elettorale e qualcuno è riuscito anche ad entrare in Consiglio regionale.

Tra questi sono stati eletti, oltre ovviamente a Vincenzo De Luca (Pd), i due consiglieri uscenti di Fratelli d’Italia, Luciano Passariello (5573 voti a Napoli) e Alberico Gambino (10.586 voti a Salerno). Passariello è stato rinviato a giudizio per “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”, oltre a riceve un avviso di conclusa indagine in Sardegna nell’ambito di un’inchiesta dove si ipotizza attività di riciclaggio. Gambino (ex sindaco di Pagani), fu arrestato e poi condannato a due anni e dieci mesi per violenza privata.

Quanto a De Luca (un milione di voti circa), era stato inserito nell’elenco dell’Antimafia non per la condanna di abuso d’ufficio (non è previsto dal Codice etico approvato all’unanimità dai partiti) ma in base a un giudizio pendente in un procedimento del 2002, i cui atti sono stati trasmessi dal procuratore di Salerno, per il reato di concussione continuata, che sarebbe stato commesso nel maggio 1998. De Luca, vistosi includere nell’elenco, non l’ha presa bene e dopo aver vinto la competizione elettorale, nell’attesa di sapere se riuscirà a insediarsi come governatore a causa della legge Severino, ha deciso di querelare Bindi per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d’ufficio.

Tra coloro che non ce l’hanno fatta ma comunque sono riusciti a dare una bella mano alle liste nelle quali correvano, vi sono sicuramente Sandra Lonardo e Sergio Nappi. La Lonardo (consorte di Clemente Mastella), che pur ha deciso di ricorrere alle carte bollate contro la Bindi, ha ricevuto 10.213 preferenze e grazie a lei Forza Italia a Benevento ha superato il 22%, la percentuale più alta delle cinque circoscrizioni. Se Lady Mastella non è entrata in Consiglio regionale, è solo grazie al fatto che il seggio del candidato presidente sconfitto, Stefano Caldoro, è scattato nel Sannio. Nappi, è imputato in un processo perchè accusato di aver rimosso assessori solo perchè non lo avrebbero sostenuto durante una campagna elettorale, ma è sotto processo anche per la Rimborsopoli campana.

Tanti altri che pure erano nella lista dell’Antimafia, non sono stati eletti. Resta questo di un’operazione, quella della commissione, che non ha avuto gli effetti “sperati” perchè non ha raggiunto, a giudicare dai fatti, l’obiettivo di “mettere in guardia i cittadini”, che la Bindi si era prefissato.

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