Elezioni Regionali 2015, indagini del pool anti-camorra

La Procura di Napoli starebbe verificando le posizioni di alcuni candidati giudicati vicino ai clan, ma sulle indagini vige il massimo riserbo

elezioni_comunaliLe elezioni regionali in Campania non sembrano trovare pace. Non bastavano gli impresentabili “ufficiali”, cioè coloro che non avrebbero, a giudicare dalla Commissione parlamentare Antimafia, i requisiti etico-morali per candidarsi alle elezioni. Secondo la sezione anti-camorra della Procura di Napoli, che sta indagando in queste ore, ci sarebbero altri candidati che non compaiono nella lista della Commissione, ma che i magistrati napoletani considerano vicino ai clan.

L’attenzione dei magistrati si sta concentrando su movimenti sospetti tra candidati di centrodestra e centrosinistra e ambienti legati alla criminalità organizzata. Due i filoni giudiziari: uno ipotizza il concorso in associazione mafiosa con uno dei cartelli criminali campani, l’altro punta i riflettori sul voto di scambio politico-criminale.

La notizia, viene alla ribalta, all’indomani della scoperta di presunti brogli in 170 seggi del Comune di Napoli (quasi il 20% delle sedi elettorali della città). In questi giorni infatti, il Viminale ha appurato la presenza di gravi irregolarità nei verbali delle elezioni e ha provveduto a spedirli all’esame del tribunale, che potrebbe decidere di riconteggiare i voti in ballo (circa 70mila schede).

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