7 milioni di donne in Italia hanno subito violenza. Numeri impietosi nel Rapporto Istat “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”

Secondo l’indagine Istat finanziata dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, una donna italiana su dieci è stata vittima di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni

violenza sulle donneViolenza fisica, sessuale, psicologica, stupro, stolking, discriminazione sessuale. Questo è ciò che molto più spesso di quanto si creda accade alle donne. Sono i numeri a dirlo. È l’Istat che mette a nudo la realtà italiana in merito alla violenza sulle donne, delineando contorni e sfumature di un silenzioso dramma giornaliero attraverso il Rapporto “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, presentato ieri in Parlamento da Giovanna Martelli, consigliera del presidente del Consiglio Matteo Renzi per le pari opportunità e dall’Istat,

Sono 6 milioni 788 mila le donne italiane che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale. Una donna italiana su dieci ha conosciuto la violenza di cui un uomo è capace già prima dei 16 anni. Dati, questi dell’indagine Istat finanziata dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che indignano, che fotografano un Paese fintamente progredito e acculturato, ma che assomiglia in realtà ancora troppo ad un medioevo barbaro predominato dalla brama di possedere con la forza ogni cosa, anche la propria donna, al pari di un suppellettile inutile. Dati che spaventano enormemente in considerazione di quanti abusi restano nel silenzio per una vita intera, intrappolati nella memoria e nell’animo dalle stesse donne per la paura di raccontare verità impronunciabili.

Giovanna Martelli, consigliere di Palazzo Chigi per le pari opportunità ha commentato il Rapporto Istat: – “Aumentata la consapevolezza e il riconoscimento da parte delle donne dei casi di violenza. Tuttavia non diminuisce il dato negativo della gravità dei casi; anche per il contesto sociale ed economico del Paese”.

Gabriella Moscatelli, presidente dell’associazione Telefono Rosa, sottolinea che “la ricerca ci dà degli spunti su cui lavorare, in particolare sul tema della violenza assistita, perché finalmente si dà rilievo su situazioni che potrebbero trasformare ragazzi e ragazze in uomini violenti o donne assoggettate al volere del maschio”.

Secondo il Rapporto Istat, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale. Nello specifico il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Le donne che hanno subito uno stupro sono 652mila, mentre 746 mila donne hanno subito una aggressione con un tentativo di stupro. Non meno inquietante è la violenza psicologica inflitta ad una percentuale di donne pari a oltre il 40%.

Sono per lo più gli stessi partner, uomini che dovrebbero amare e prendersi cura della propria compagna, gli autori feroci delle violenze più gravi come è per l’appunto lo stupro. La violenza domestica è riferita in una percentuale del 62,7% nei casi di stupro. Nei casi di molesti sessuali, sono gli sconosciuti invece ad avere una percentuale più alta con il 64,9% dei casi denunciati.

A rendere ancor più agghiacciante una situazione di per se già estremamente grave fotografata attraverso i dati percentuali dell’indagine Istat, si aggiunge il dato sui minori: il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni. Sono in aumento inoltre i figli che hanno dovuto assistere loro malgrado, tra la paura l’incomprensione e il pianto, ad atti violenti sulla propria madre. Nel primo dossier Istat in merito alla violenza sulle donne del 2006, i minori che assistevano a scene di violenza tra le mura domestiche erano il 60,3%. I dati diffusi ieri relativi all’anno 2014, sono invece il 65,2% i minori costretti a vedere la propria madre picchiata brutalmente.

Ad essere oggetto della violenza maschile anche donne con problemi di disabilità: ha subito violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi.

Se è pur vero che attraverso una maggiore informazione si stia sensibilizzando fortemente la società contro ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione nei confronti delle donne, sia attraverso una serrata campagna mediatica che ha portato una forte “crescita della coscienza femminile”, sia attraverso l’opera di lavoro dei centri antiviolenza che puntano alla prevenzione della violenza, resta l’amara considerazione che i dati forniti dall’Istat non lasciano dubbi all’interpretazione e mostrano quanto ancora sia radicato l’atteggiamento dominatore dell’uomo sulla donna.

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